Claudio Sabatini è stato sentito dal Carlino. Un estratto dell’intervista.

“Adesso di persona seguo solo mio figlio, ma è chiaro che la V nera ha un posto importante nel mio cuore. Sono contento, anche se non voglio andare oltre per scaramanzia. Dopo un periodo di oblio si è trovato un socio di riferimento ricco e con tanto entusiasmo. Non bisogna mai dimenticare il detto: panchina corta, squadra che vince.
L’allenamento in Piazza Maggiore? Era un anno fantastico e quando si vince la squadra diventa della città, mentre quando devi pagare i creditori diventa la tua. Fa parte delle regole del gioco condividere con almeno la metà dei bolognesi un momento così importante. Penso che anche questa società dovrebbe fare un qualcosa di simile, portando questa squadra in una piazza. I tifosi le sono stati lontano tutto l’anno e un saluto per chi ha riportato Bologna così in alto penso che sia doveroso.
I comportamenti scorretti di Treviso e Siena? Il sistema era consolidato e ben organizzato. Non avremmo mai potuto vincere e le due o tre Coppa Italia che avremmo dovuto avere in bacheca e che, invece, non ci sono lo testimoniano. Soprattutto quella con Treviso, dove Lorbek non poteva essere tesserato e, invece, giocò. Noi partimmo da un’idea bizzarra, quella di pagare i debiti per salvare un club che non poteva più scendere in campo solo per non farla fallire, mentre le big di allora avevano dietro dei colossi come Armani, Benetton, Montepaschi o lo stesso Claudio Toti a Roma e per questo avevano un peso diverso”

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