Claudio Sabatini – organizzatore delle finali di Coppa Italia di A2 alla Unipol Arena – è stato intervistato da Giorgio Burreddu su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole:

Il peggiore in campo è stato quello che sparava le magliette. Le lanciava sul soffitto, mica al pubblico. Qualcuna sarà rimasta pure lassù.

Finita la partita sono andato via quasi subito. Al Dall’Ara, a vedere il Bologna. Ehm. Al 75′ però ho levato le tende. 2-0 è finita? No perchè con Milan e Napoli mi ero perso pure i gol.

La coppa? Da virtussino posso dire che ci siamo tolti la scimmia. Perchè se ce la toglievano all’ultimo secondo, quella coppa?
E’ stata una bella serata davvero, sono molto contento per tutte le persone che hanno lavorato benissimo dietro le quinte, con grande passione, sentimento, attenzione, per far sì che questa città del basket continui ad avere una marcia in più.

Che significato ha tornare a vincere? Grande successo. Pieno, avvincente, duro. A me piace la formula della coppa. Anzi, sono innamorato di questa formula che è affascinante e crudele allo stesso tempo. Per un secondo vai a casa e per un secondo vinci. Bello così.

Che finale è stata? Tante partite belle, chi ha comprato il biglietto non chiederà il rimborso. Per la finale di B Napoli ha vinto con un playmaker che si è dovuto medicare nel ghiaccio per disputare gli ultimi minuti e poi ha fatto il canestro della vita. Per la Virtus è finita bene. In generale, credo che per un appassionato di pallacanestro sia stato il top. Poi ovviamente aver coinvolto Turkish Airlines è stato importante, che abbia messo il tuo brand su Bologna è qualcosa di grandioso.

Virtus e Unipol Arena ancora insieme? Se ci sarà una Virtus da Eurolega ci sarà anche un’Unipol Arena ad ospitarla, questo è sicuro.

Quella di Ramagli è la squadra da battere? Diciamo che con l’entrata di Zanetti vedo lo spirito giusto. Segafredo è un gruppo mondiale. E c’è anche nei vecchi soci. Il fatto che siano rimasti è un segno di grande garanzia. Anche vincere la coppa crea autostima, vincere ti insegna a vincere e questa coppa nel suo piccolo ha un senso. Poi quando la perdi dici che sono tre giorni di basket e punto, ma chi la vince porta a casa un risultato di prestigio.

E’ una nuova era? Per la Virtus è stato salutare retrocedere. A volte serve. Ma adesso si guarda avanti, e a quello che di buono aspetta questa società e questo gruppo di dirigenti molto compatto, unito. Anche quello conta.

I playoff? Non credo sia un caso che in finale si siano affrontare la prima del girone Est e la prima dell’Ovest. Vuol dire che ci aspetta un finale di campionato tutto da vivere. E poi, certo, i playoff. Speriamo di assistere a un derby. La nota negativa è che una delle due non salirà.

Come saranno? Io seguo solo il campionato di Lega Due. E’ un campionato che se lo affronti con superbia e presunzione esci ai quarti di finale. Per cui bisogna essere concentrati, non mollare mai, e dare tutto fino all’ultimo.

Prima parlava di derby. E’ già in clima per quello dì ritorno al PalaDozza? Assolutamente sì. Ho sentito Ballandi, dice che mi fa entrare.

La Fortitudo come la vede? E’ in crescita e ha il gruppo per arrivare in fondo. Fattore campo, squadra tecnica e lunga, grande pubblico. Con la Virtus, sono le due squadre che se la giocheranno. Biella e Trieste giocano bene, ma quando devi giocare così tanto hai bisogno di giocatori esperti e di una panchina lunga.

Le magliette della Effe per i ragazzi a bordocampo? Ho visto che c’era della polemica, intanto diciamo che hanno pulito l’Unipol Arena, visto che al PalaDozza discutono per chi lo debba fare…(ride)
La voglia di scherzare non finisce mai? C’è anche questo di bello. Comunque per le divise della Fortitudo ho chiamato Ballandi che si è messo a disposizione. E alla fine c’è stato anche un episodio molto molto bello. Uno di quei ragazzi, Victor Lorenzo Mondini, è andato a raccogliere una delle tante magliette, quelle sul soffitto, e l’ha portata a un tifoso della Virtus che non può muoversi bene. Una bella cosa. Niente di programmato. Alla fine il gesto più bello l’ha fatto un fortitudino…

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