Il play Fortitudo Michele Ruzzier è stato sentito da Lorenzo Longhi per Stadio

“Mi sentivo benissimo prima dell’infortunio al perone, a fine settembre, poi dopo il rientro la condizione ha preso a migliorare e in quel momento mi sono trovato a dover giocare un mese e mezzo con la maschera per la frattura al naso. Stavo ancora bene, ma scendere in campo così non è certo un aiuto…”

È il miglior Ruzzier visto in Fortitudo? “Sì, senza dubbio. Ho avuto qualche problema, ma mi sono ripreso e poco per volta ho ritrovato fiducia in quello che so fare, credo che le prestazioni lo stiano confermando. Non è rettorica, ma davvero l’aiuto della squadra è stato fondamentale”

Boniciolli in primis. Con Ruzzier sano, avremmo vinto qualche partita in più, ha detto dopo Ravenna. “Sento la sua spinta, è qualcosa che mi inorgoglisce e mi aiuta a credere ancora maggiormente in quello che faccio”.

Tutta psicologia? “Certe attestazioni di stima fanno bene, ma più in generale essere in un ambiente come quello della Fortitudo mi sta facendo crescere e migliorare sotto tanti punti di vista”.

Ne scelga uno. “Sentire addosso la responsabilità, percepire di essere considerato importante e riuscire con il lavoro a diventare un riferimento. Bene o male, nella mia carriera è la prima volta che accade. Se poi si aggiunge che accade in una città e con una maglia come questa… ”.

Le lacrime di Nikolic hanno mostrato che lo spogliatoio è un gruppo vero. “Quello che si nota da fuori è ancor più vero visto da dentro. Mitja ha lasciato un ambiente in cui stava bene e del quale tutti si sentono parte”.

Vi mancherà? “Umanamente sì, dal punto di vista tecnico invece è stato sfortunato purtroppo perché non è riuscito a trovare il ritmo, a parte le sue prime partite. È un peccato, considerando il suo valore”.

Porte girevoli: se ne è andato Nikolic, è arrivato Legion. “Abbiamo svolto appena un paio di allenamenti assieme, ciò che abbiamo potuto confermare è che si tratta di un giocatore di talento. Peraltro si è immediatamente dimostrato pronto ad interagire con noi, e noi con lui ovviamente, per inserirsi nel gruppo, appunto”

Cosa vi aspettate da lui? “La speranza è che si inserisca in fretta, perché potrà esserci molto utile”

A Ravenna è tornata la vittoria. È la svolta della stagione? “Credo più che altro sia stata la conferma della bontà del lavoro, al di là dei risultati. La svolta è stata un’altra”.

Quale? “Il derby. Ci tenevamo molto, l’abbiamo perso, ma il primo passo della svolta per me, e per tutta la squadra, è arrivato lì. Abbiamo capito quella sera che, nonostante la sconfitta, c’era da avere fiducia nel nostro modo di giocare. Vincere fuori casa a Ravenna ha significato il consolidamento di quella impressione”.

Dalla Virtus di allora a Treviso domani, da prima a prima in classifica. E anche questa sfida è diventata, soprattutto di recente, una classica. “La giocheremo davanti al nostro pubblico e servirà anche l’aiuto dei tifosi per portare il risultato in porto. Di certo sarà una partita tutta da vivere, contro una squadra che merita il posto che ha”.

Le chiavi? “Tentare di imporre il nostto ritmo attaccandoli da subito sin dai primi possessi, correre tanto in contropiede e, soprattutto, saper difendere al loro livello”.

Treviso, difensivamente, non è affatto male. “Sono i migliori del campionato e la loro forza la si era vista anche nella gara di andata. Ma per migliorarsi, e per portare la partita sui nostri binari, quello è un aspetto dal quale non si potrà prescindere”

(Foto di Fabio Pozzati)

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