Guido Rosselli – autore di una splendida prova a Udine (15 punti, 7 rimbalzi e 6 assist) è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Domenica abbiamo disputato la partita che volevamo giocare; siamo una squadra che tra le sue qualità ha quella di avere tanti punti nelle mani. Spetta a noi creare le condizioni per dimostrarlo e contro Udine ci siamo riusciti. Sicuramente abbiamo due elementi come Kenny Lawson e Michael Umeh che hanno maggiori responsabilità in attacco, ma il nostro sistema funziona solo se riusciamo a mantenere una dimensione corale coinvolgendo tutti. Non è un caso che alla fine le statistiche registrino 20 assist, ma è la prova che se ci cerchiamo allora per tutti è più facile giocare bene, se ci disuniamo invece tutto si complica.

La Vu Nera è composta da elementi di esperienza come lei e da giovani di belle speranze. Non dev’essere facile parlare la stessa lingua cestistica. In generale i giovani non ascoltano, ma hanno la tendenza a fare di testa loro. I nostri sono un’eccezione, e si vede che sono cresciuti con allenatori che non si sono limitati solo alla loro educazione tecnica, ma hanno lavorato anche su altre dimensioni. I ragazzi hanno tutti una ricettività molto alta. Gli dici una cosa, ti ascoltano e provano a farla, magari non ci riescono subito ma ci provano, e questo aiuta anche noi senior. Siamo una squadra completamente nuova e questa loro predisposizione ha facilitato anche la nostra amalgama.

Domani ospiterete Treviso. C’è il rischio che vi sentiate appagati dalla vittoria di Udine? Non credo. Noi siamo abituati a ragionare pensando a una partita alla volta, ieri sera abbiamo iniziato gli allenamenti pensando già a questo impegno. In questo caso poi si tratta di una gara tra due realtà che hanno fatto la storia della pallacanestro italiana. Sappiamo quanto sia importante per i nostri tifosi questa partita e cercheremo di non deluderli. Giochiamo contro un avversario forte, che ha consolidato il nucleo della passata stagione e lo ha rinforzato con inserimenti come quello di Andrea Saccaggi.

Tra anticipi e posticipi il mese di novembre rischia di essere denso di appuntamenti. Vi pesa? Intanto speriamo che escano le convocazioni per gli Europei under 18 così la società potrà iniziare a muoversi per spostare le partite. Detto questo noi cercheremo di dare il meglio di noi stessi sempre, sapendo che a oggi non conosciamo quello che sarà il nostro futuro.

Con i giovani avete parlato di questa situazione? Non è una loro responsabilità. Hanno la possibilità di fare una esperienza che io non ho avuto la fortuna di fare ed è giusto che partecipino. Noi dovremo essere bravi a non perdere il ritmo durante quel periodo e riaccoglierli nel modo giusto perchè non avranno nemmeno un giorno di riposo, appena finito l’Europeo torneranno subito ad allenarsi.

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