Guido Rosselli, attuale capitano Virtus ed ex capitano di Venezia è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole

Vigilia diversa dal solito? No, normale. L'atmosfera è tranquilla, stiamo preparando la partita sereni, come dobbiamo fare sempre. Lo dicevo l'anno scorso e lo ripeto adesso: una alla volta e vediamo dove arriviamo. Non è che tre successi ci fanno cambiare il modo di lavorare.
La vittoria con Sassari ha dato consapevolezza? L'avevamo già, anche il ko di Trento ci aveva dato buone risposte. E la partita di Pesaro soprattutto, su un campo non facile, contro un avversario ostico.


Capitano sia a Bologna che a Venezia. Ho ancora tanti amici, dentro e fuori la pallacanestro. L'ho vissuta parecchio la città, sia io che mia moglie abbiamo molti amici veneziani doc. Sono stati tre anni belli.

Sul ruolo di capitano in Virtus. Semplice. Di solito un capitano ha momenti in cui deve tenere a freno certe situazioni e spingere in altre. Qui non ce n'è bisogno, sono tutti gran lavoratori e danno tutto giorno dopo giorno.

Sulle belle parole di Luca Baraldi. Fa piacere. Sto giocando in un ruolo non mio al 100%, ma lo sapevo da inizio anno e cerco di fare quello che serve alla squadra. E' stato sempre il mio credo, più o meno coinvolto non conta.
Non c'entra il minutaggio? Assolutamente no. Stavo facendo un po' più fatica perché il "quattro" ha movimenti diversi. Ci stiamo lavorando.


Sull'arrivo di un altro giocatore. Un altro giocatore poteva essere qui già da questa estate, perciò è un problema che mi sarei eventualmente dovuto pone prima e che invece non mi sono mai posto. Né la società mi ha fatto pensare il contrario.

Dove può arrivare la Virtus. Senza averle viste tutte, è ancora presto per dirlo. Sta a noi continuare a lavorare così e affrontarne una alla volta. Bisogna aspettare la fine dell'andata per avere un quadro completo.

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