Lo vorranno anche prendere a insulti (e della cosa si dovrebbe anche discutere, perché se è finita anche sotto gli occhi e nelle righe di Gianni Mura di Repubblica, non certo con toni allegri, forse bisognerebbe pensarci un attimo), ma i fortitudini dovrebbero ringraziare Federico Lestini, che trentellando contro Trieste ha tolto una vittoria dalle mani di una diretta concorrente, rendendo quindi meno amara la domenica rosetana, dove – banalità – l’arrosticino ha battuto il tortellino. Ci poteva anche stare, come detto da Boniciolli nel prepartita, e non è nemmeno da buttar via il fatto di aver tenuto sotto gli 80 una squadra come Roseto che, a distrarsi un attimo, te ne può novantellare senza che nemmeno te ne accorgi. Però è mancato qualcosa, pur considerando che non si è fatta la tipologia di sconfitta materana o triestina, quanto piuttosto il classico continuare ad inseguire qualcosa che alla fine non si è fatto raggiungere, senza lodi ma nemmeno senza infamie.

Cosa è mancato? Beh, basterebbe guardare la gara offensiva degli esterni: due a testa per il trio Candi-Sorrentino-Montano, con 3/13 collettivo. Ovvero, poca pericolosità, e comunque sia tanti sdeng. Alla fine se la bandiera bianca non è stata alzata prima lo si deve ai mori, con la difesa e il gioco orizzontale di Raucci, con l’ennesima doppia doppia di Daniel, e con Flowers che prima di sbagliare due liberi discretamente importanti aveva fatto quello che, forse, ci si era dimenticati fosse in grado di fare. Punti, gioco su tutto il campo, pur con qualche buco difensivo, ma sapendosi rendere utile in tutti i modi, cosa non scontata per uno che in teoria dovrebbe essere solo un fornitore di cesti. E allora, che si guardi la classifica, sapendo che la settimana sarà lunga, e che alla fine è vero quel che ha sempre detto Boniciolli: qui, i playoff non li regala nessuno, e non conta che la squadra sia stata allungata dal rientro di Fiorello e dall’arrivo di un comunque ancora indietro Amoroso (5.5 punti e 25% al tiro fin qui). Poi, si potrà disquisire sui colpi di fortuna e tutto il resto: intanto, per ora, avanti con Matera mercoledì e il suggestivo tuffo nel passato del Palaverde che sarà domenica.

Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore – Più o meno 20+12, con il 64% al tiro complessivo, le cifre di Daniel nel girone di ritorno. Quasi illegale, peccato che non sempre i numeri riescano ad essere concretizzati. Ma anche il risveglio di Flowers e la solita grande continuità lungo il campo di Raucci.

Ne abbiamo avute di occasioni perdendole – Il trio degli esterni, che alla fine si sono quasi limitati a sperare che il resto della squadra facesse anche quello che a loro non stava riuscendo.

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