La Virtus Roma si iscritta al campionato di serie A, ma resta un vendita. Queste le parole di patron Claudio Toti a Il Tempo.

«Mi sono trovato di fronte a una decisione difficile dove cuore e testa dovevano ragionare contemporaneamente. Volevo far sì che la Virtus rimanesse patrimonio del basket e della città ma anche avere delle speranze riguardo la cessione, perché non posso definirle certezze, che questa trattativa possa andare in porto nei prossimi giorni, inteso tra quindici e un mese. Stiamo lavorando su più fronti, ritengo di avere avuto interlocuzioni abbastanza importanti affinché si verifichi, ragione per cui ho fatto questo sforzo. Avrei voluto si compiesse prima dell’iscrizione, non ci sono riuscito ma oggi ho veramente una grande convinzione di poter concludere queste trattative in tempi abbastanza rapidi, spero di non sbagliarmi.
Non nego di avere qualche preoccupazione, quando gli accordi non sono firmati non ci sono certezze, l’eventualità che con nessuno dei potenziali acquirenti si chiuda una trattativa mi metterebbe in situazione di grossa difficoltà che per ora non voglio analizzare».

Stretto riserbo sui nomi dei due potenziali acquirenti. Hanno dei progetti per Roma, non solo per mantenere in vita la pallacanestro ma per avviare un ciclo importante. Le trattative sono due, chi più chi meno conosce già il mondo del basket. La mia permanenza in minoranza? Se chi investe volesse rilevare totalmente la società per me va bene, la mia disponibilità a dare una mano è più per facilitare l’operazione.

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