E poi capita che si torni a parlare di campionato, di basket giocato, dopo tanti mesi e nemmeno ci si ricorda come lo si redige un prepartita. Basti pensare che l’ultima giocata di regular fu sabato 8 febbraio, mentre il problema principale in Italia era la diatriba tra Morgan e Bugo (Morgan e Bugo!), e la Fortitudo vinse in casa contro Roma. Che è l’avversaria di domenica, forse per dare un maggiore senso di continuità ad una faccenda interrottasi per così tanto tempo. In mezzo, parlando solo di sport, sappiamo cosa è successo in casa Effe: l’imprevisto divorzio con Antimo Martino, il meno previsto divorzio con Henry Sims, l’arrivo di Banks e Sacchetti, varie ed eventuali.

Allora è chiaro che un prepartita per l’esordio debba diventare per forza di cose un precampionato, nella speranza che stavolta le condizioni siano tali per arrivarci in fondo senza lasciare il tutto a livello di atroce interruptus. Un campionato che parte con le ruote sgonfie, con più discussioni su quote pubblico che non su ranking e affini e, insomma, molti più virologi o economisti che non palla che rimbalza. Ce ne faremo una ragione, lasciando al seguirà dibattito il disquisire sul quanto sia bello e/o inutile lo sport senza pubblico, virtuale, quasi indistinguibile rispetto ad un videogioco. Ma almeno ci sono i due punti in palio, per ora lasciamoceli bastare.

Roma, quindi. Ci ha fatto penare, e ha fatto penare tutto il mondo dell’Italbasket non avendo esattamente idea su cosa fare in questa stagione, lasciando in sospeso eventuali decisioni sull’eventuale sostituzione: campionato zoppo? Ripescaggio di una Torino prima illusa poi duedipiccata? Alla fine l’Urbe si è iscritta, anche se è tutto è stato per forza di cose e di covid ritardato, con risultati in Supercoppa tanto scalcinati (0-6 e -30 di media a partita) quanto archiviabili sotto il file prestazione precoce. Allenati da Piero Bucchi, hanno la curiosità di Tommaso Baldasso in regia: curiosità perchè il Nostro, tifoso Fortitudo in tenera età, prende la canotta numero 13 in onore di Gary Schull, per la cronaca. O Luca Campogrande, rientrato nei radar di mercato fortitudino in estate e ora alla sua terza squadra di A nel loco natio benchè per ora rallentato da un infortunio alla caviglia. Poi USA esordienti ed esperti, come in area il lungo Dario Hunt (ex Brescia) o, in ala, l’ex Virtus – per poche partite – Jamil Wilson, entrambi arrivati da poco e quindi ai primi allenamenti con i compagni.

Foto di Valentino Orsini/Fortitudo Pallacanestro Bologna

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