Roderick Odom è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole:

Sono venuto qui per confrontarmi con un campionato difficile come il vostro, e per crescere attraverso il lavoro. So fare tante cose, ma adesso è arrivato il momento di imparare a farle meglio. La Virtus era la migliore occasione che mi si è presentata e ho deciso di prenderla al volo: mi piace un progetto dove tutti devono dimostrare che possono alzare il loro livello.

Le impressioni sulla squadra fin qui? Sicuramente siamo un gruppo giovane, dove alcuni giocatori come Allan Ray, Dexter Pittman e Valerio Mazzola hanno una buona esperienza, per cui di fatto diventano i compagni da seguire. Gli altri – me compreso – dovranno scendere in campo con l’idea di dare sempre il massimo e questo significa provare a sbagliare il meno possibile. L’unico modo per colmare l’inesperienza è limitare gli errori.

Preferisco difendere o attaccare? Preferisco il bel gioco, che è fatto di attacco e difesa. Difendere bene è il primo passo per attaccare meglio: non c’è canestro più facile di quello che nasce da un pallone recuperato, così come un buon attacco rende più facile difendere. Non perdere un pallone è il modo migliore per non dare vantaggi agli avversari. Entrambi gli aspetti sono fondamentali per arrivare ad essere completi.

L’impatto con la città? Se in giro chiedi di Bologna, difficilmente senti dei commenti negativi. Le informazioni che avevo raccolto sono state tutte confermate, anzi superate. E’ una città molto accogliente dove si vede che la gente è abituata a far sentire in casa chi è forestiero.

E con il popolo bianconero? Super. Ci stanno seguendo con grande affetto durante questo precampionato. Dal primo giorno in poi sono una presenza fissa, non solo alle partite: durante gli allenamenti si mettono a sedere e stanno in silenzio. C’è un bel clima tra squadra e tifosi.

Ci si aspetta un risultato, il minimo è ripetere l’ottavo posto? Eh… vedremo quello che riusciremo a fare. Non conosco questo campionato, magari tra qualche mese riuscirò ad avere un’idea più precisa. Adesso posso dire che stiamo lavorando molto e che tutti hanno come obiettivo quello di migliorarsi.

Come mi trovo in ritiro coi miei compagni? Non ho un carattere espansivo, anzi sono una persona molto riservata. Sono in una realtà nuova che non conosco, ma i miei compagni che sono qui da più tempo sono bravi a coinvolgere tutti e anche a spiegare come funzionano alcune cose fuori dal campo. E’ presto per dire che siamo un buon gruppo, però lavoriamo bene insieme e nel tempo libero non mancano le occasioni per vedersi. Questo è un buon punto di partenza per essere una squadra unita.

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