Giampaolo Ricci è intervenuto durante “L’ora Dario” su Radio Bologna Uno.
Le sue parole.

Come stai? “Bene. Sono a casa, purtroppo dobbiamo accettare questa notizia, ma da giocatore non posso non essere triste”

Avete idea di una incompiuta? “Sì, perchè stavamo andando alla grande, pareva l’anno giusto anche se venivano da sconfitte in Coppa Italia e Intercontinentale, ma eravamo motivatissimi per proseguire. E’ stata una pugnalata alle spalle, forse qualche giorno in più si poteva aspettare, ma forse giusto così. Speriamo che la conclusione sia una motivazione maggiore per l’anno prossimo”

Come vivi la lontananza dal campo? “Per un professionista è difficile lavorare senza un obiettivo, è diverso da quando ti alleni per una partita, e ora nemmeno sappiamo se ci sarà la Coppa. Devo organizzarmi, pianificarmi, cerco di dividere le mattine dai pomeriggi, gli allenamenti e lo studio dato che ora non ho più scuse per non studiare. Sono andato in palestra a prendere tappetini e materiale per tenermi in forma. Ma c’è chi sta peggio”

Vi siete sentiti con i compagni, specie con gli stranieri? “A parte Gaines sono tutti ripartiti. Loro ci chiedono informazioni, io mi metto nei loro panni, hanno Twitter e social che li bombardano di richieste. All’inizio erano i più spaventati, noi italiani forse abbiamo sottovalutato il problema ma loro, lontani dalle famiglie, hanno sentito la cosa ancora di più. Ma hanno sempre messo il bene della squadra davanti al loro. Hunter e Marble sono ripartiti da poco, siamo in attesa.”

Avreste preso lo scudetto a tavolino? “Sicuramente avrebbe colmato quel vuoto che io sento dentro, sarebbe stato un contentino: da tifoso della Virtus quale sono lo avrei preso molto volentieri, avrebbe dato un senso a tutti gli sforzi nostri e dello staff, oltre che della società. Ci sbattiamo da agosto, sarebbe stato un riconoscimento giusto. Da giocatore, però, riconosco che sarebbe valso un terzo di una vittoria sul campo dopo una battaglia playoff. Razionalmente avrei detto di no, ma come detto da Djordjevic, ce lo saremmo presi: avrebbe dato un senso a tutto, non potevano lasciarci solo con una pacca sulla spalla come detto da Gamble”

La situazione stipendi? Ci sono accordi comuni? “Lunedì abbiamo avuto una assemblea GIBA, abbiamo parlato con gli altri: ormai è tardi per avere una linea comune, dato che ad esempio Milano, Sassari e Venezia hanno trovato accordi personali. Ogni persona ha una sua storia e un suo tipo di accordo, si troverà una via a metà. Noi andremo incontro alle società capendo che pure queste hanno ricevuto danni: si conta tanto sui biglietti e sul marketing, capiamo la situazione, ma è anche vero che non abbiamo stipendi milionari come nel calcio, quindi servirà un accordo”

(foto Virtus Pallacanestro)

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