Non è stata una nuova Matera, ma non è che sia andata poi tanto diversamente, l’ennesima trasferta persa dalla Fortitudo in questa stagione. Disintegrata nel primo tempo, Bologna ha provato solo a inizio terzo quarto a far qualcosa di diverso, anche solo per evitare le sevizie promesse da Boniciolli in caso di brutte facce, ma non è abbastanza: ventellata in pochi minuti, la F riesce solo a dimezzare lo scarto per un po’, prima di andarsi ad impantanare in poca reattività, nervosismo e tutto quello che non è, diciamo, la cosa migliore per uscire vincenti. Anche da un campo che, sulla carta, non pareva così minato come quello di Treviglio. Però così è andata, ed è evidente che qualcosa, fuori dal Paladozza, non riesce ad essere esportato.

Candi si scaviglia alla prima azione, ma il problema non sembra particolarmente grave quando l’impatto con la partita della Fortitudo. Che non inizia nemmeno male (4-0, 9-9 con tripla dello stesso rientrato Candi), ma poi al primo ribaltar di panchine viene trafitta da una Treviglio con ben altra benzina nel motore di metà campo e tanta voglia di fare. La Fortitudo resta imbambolata, spesso nemmeno riesce ad arrivare al tiro, prende parziale senza dire beo chiudendo a -10 (21-11) e con le perse già in doppia cifra la prima frazione.

Può sempre peggiorare, e nel secondo quarto le cose vanno ancora peggio, con Treviglio che pare giocare allo stesso modo della miglior Fortitudo, ovvero tanta pressione a metà campo e contropiedi a punire. Si fa subito 30-13, poi per qualche tempo il trend riesce ad essere se non altro interrotto, malgrado un tecnico ad un nervoso Italiano e la solita messe di palle in parterre, ma anche la fine del quarto è solo sinfonia lombarda, con il divario che diventa un ventello, con il neoentrato Spatti a far 47-25 prima che un libero di Iannilli aggiorni il risultato al 47-26 di fine tempo.

Ci saranno stati tuoni e fulmini, nello spogliatoio fortitudino, ma le prime reazioni arrivano dopo essere piombati a -23 e dopo aver concesso robe atroci in area. Poi, di punto in bianco, gli urlacci portano a qualcosa: Carraretto si sblocca, l’attacco e la difesa iniziano a giocare come dovrebbero, e in un amen l’illusione di aver girato la fazenda c’è. Tutto dimezzato, con Treviglio che non sa bene che pesci pigliare, 55-45 ad un certo punto, prima che il solito Chillo riesca ad evitare ulteriori guai per i propri colori. 61-47 al 30’.

Candi tripleggia subito, ma tutto quello che si poteva fare viene esaurito in minuti di nervosismo e rabbia, partendo da un antisportivo fischiato ad Italiano che fa perdere la tramontana a un po’ tutti. Arriva anche un tecnico alla panchina mentre Bologna era in attacco, poi Daniel termina la questione con altra T presa a rimbalzo, e tutto il finale è semplicemente una lunga attesa del 40’, con Treviglio che festeggia fino a mandare in campo quel che resta della propria panchina, e Bologna che fa altrettanto, dando spazio a Campogrande e non riuscendo mai a dare l’impressione di credere, con 4 uomini fuori per falli, ad una comunque improbabile rimonta.

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