Charlie Recalcati è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole su Treviso-Fortitudo e sul suo possibile futuro in panchina come assistente senior.

Treviso-Fortitudo regalò alla Effe il primo scudetto, nel 2000. L’immagine che conservo è quella della sconfitta al PalaDozza in gara 1 della finale con Treviso. Essendo arrivato quell’anno, non avevo provato le delusioni dei tifosi, dei giocatori e dei dirigenti biancoblù dopo le tante finali perse in passato. Ricordo il loro sconforto nel pensare che anche quella volta sarebbe potuta finire come negli anni precedenti. Invece da quel momento il nostro percorso fu una vera e propria cavalcata che ci portò a conquistare un titolo legittimato da una regu-lar season vinta da protagonisti. Fummo bravi, oltre che a battere Treviso, a scacciare i fantasmi del passato.
La sfida di domenica al PalaVerde avrà lo stesso appeal, anche se giocata in A2? Sì. L’anno scorso e in passato sono stato a contatto con i ragazzi della Fossa dei Leoni: la loro passione è indipendente dalla categoria in cui gioca la Fortitudo. Emotivamente non vedo grande differenza tra la partita di domenica e quelle che si giocavano in categoria superiore.
Il pronostico? E’ molto aperto: non c’è una favorita.
Dopo l’annuncio del ritiro, le piacerebbe rientrare nel basket? Ora non ho ambizioni particolari. In passato, quando lasciai Venezia, avevo pensato di fare da assistente senior a De Raffaele. Poi ebbi qualche problema con la proprietà e la cosa non si realizzò. Se mi fosse presentata una proposta simile da uno dei miei vecchi allenatori o giocatori, la valuterei: saprebbero che non sarei lì per cercare di segar loro la panchina, ma solo per aiutarli.

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