Davide Raucci è stato utilissimo nella vittoria di sabato della Fortitudo su Verona.
Damiano Montanari su Stadio l’ha intervistato. Ecco le sue parole:

Una volta mi pesava stare dietro le quinte. Ritenevo che il valore dei giocatori fosse legato ai punti realizzati, alla valutazione ottenuta, alla percentuale da tre. Ma poi Boniciolli, definendo i ruoli di ciascuno all’interno della squadra, mi ha fatto capire che si può essere fondamentali anche facendo tre tiri a partita, ma prendendo rimbalzi e recuperando palloni. Ora che ho raggiunto questa piena consapevolezza sono molto più sereno. Non ho la mania di dover andare per forza in doppia cifra come succedeva al Cus Torino, quando i compagni mi cercavano spesso in attacco. Poi è chiaro che succederà, e io ne sarò molto contento, ma non sarà quel fattore a determinare la bontà della mia prestazione.

Sono molto soddisfatto di come sto giocando ed è un merito che va condiviso con lo staff tecnico, in particolare con Comuzzo, con cui ho lavorato in estate per due mesi fondamentali, che mi hanno permesso di costruirmi un’identità di tiro che non avevo e di acquisire una confidenza superiore nel ruolo di “tre”. E’ vero, a livello tecnico e di talento sono più indietro rispetto ai miei compagni di squadra o agli avversari che affronto tutte le domeniche, ma sono un ragazzo che cerca di lavorare sempre per migliorarsi. Ho imparato a fare del mio meglio sia nel ruolo di 4, in cui ho sempre giocato, sia in questo nuovo di 3. La fiducia dell’allenatore e dello staff è stata fondamentale. E adesso i risultati si vedono.

Con Verona la mia difesa su Rice è stata asfissiante? Già dall’anno scorso la difesa era il mio marchio di fabbrica. In squadra abbiamo realizzatori importanti come Flowers e Montano, abbiamo Radic che in attesa di Daniel sta facendo bene. Boniciolli mi ha detto che il mio compito è quello di stancare e di mettere in difficoltà i giocatori migliori delle nostre avversarie. Con Verona è andata così. Su Rice ho fatto un buon lavoro.

Il successo con Verona ci ha dato nuove certezze? Avevamo preparato la partita in pochissimo tempo, per cui abbiamo cercato di non perdere mai l’intensità. Un’altra squadra sarebbe entrata in campo già battuta, ma noi abbiamo dimostrato solidità mentale, nonostante il 6/9 da tre di Verona nel terzo quarto.

Domenica si va a Trieste? E’ una buona squadra, costruita bene. Non dovremo sottovalutarla. All’esordio ha perso di 30 con Verona, salvo poi andare a battere Imola con lo stesso scarto. Se andremo lì pensando che sarà facile avendo battuto Verona, ne prenderemo 30 anche noi. Dovremo avere consapevolezza dei nostri mezzi, sapendo che ogni partita fa storia a sè.

La Fortitudo può ambire ai playoff? E’ prestissimo per dirlo. Dopo queste prime tre partite posso dire che in questo campionato possiamo giocarcela con tutti.

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