Durante la trasmissione Black And White su Radio Bologna Uno è stato intervistato coach Alessandro Ramagli.
Ecco le sue parole:

Primo bilancio stagionale? Mi aspettavo di cominciare a mettere insieme un gruppo con un’identità, e questo è stato fatto. Poi è difficile che si possa prevedere il 15 agosto come si vincerà e quanto si vincerà. L’intenzione di mettere insieme un buon gruppo di lavoro – anche se molto eterogeneo per età ed esperienza – era l’obiettivo principale, e dopo 12 partite possiamo dire di essere sulla buona strada.

Il filo rosso coi tifosi è stato ricreato. I tifosi erano incazzati neri, cosa assolutamente giustificata. Era necessario ricreare almeno un clima di empatia, che non sempre si misura nei punti in classifica, ma nel modo in cui una squadra sta in campo e nel modo in cui si rapporta coi propri “clienti”; non dobbiamo mai dimenticarci che siamo qui per offrire uno spunto di spunto di spettacolo per qualcuno. Era importante che ci fosse una connessione empatica con queste persone. Dopo 12 partite possiamo dire che questa connessione c’è, ora sta a noi continuare ad alimentarla e nutrirla, perchè una squadra di pallacanestro o un atleta che fa sport non può fare a meno dei propri tifosi.

Lawson e Umeh importanti ma bravi anche a non prendersi troppi tiri e a coinvolgere sempre i compagni. Quando dicevamo che si cercavano delle persone che fossero compatibili col nostro progetto – emotivo prima che tecnico – si pensava a questo, oltre i punti che producono era importante ci fossero due americani disponibili a stare in un gruppo dove ci sono giocatori di 16-17 anni e che potessero essere i primi a sostenere la loro crescita. Non è scontato: pensavamo di aver individuato due eccellenti persone, prima che giocatori, e credo che questo primo periodo lo confermi. Sanno essere protagonisti, ma anche gioire per un canestro di ragazzi di 16-17 anni.

Coppa Italia alla Unipol Arena, è il primo obiettivo stagionale? Non credo che sia matematico il raggiungimento, anche se io sono disconnesso sulle cose che riguardano la classifica. Ma il fatto che l’allenatore non sappia ancora se siamo qualificati o no fa capire che non è un obiettivo che ci siamo prefissi. Però se dovessimo entrare, e mi auguro di sì, e giocandola a Bologna davanti ai nostri tifosi, credo possa rappresentare più che un obiettivo sportivo un bello step nel nostro processo di crescita, perché competizioni come queste ti misurano la temperatura per quel che riguarda l’alto livello. Ci saranno le migliori 8 squadre a fine andata, e misurarsi con esse è quello di cui questo gruppo ha bisogno.

Il derby si avvicina… Non è una partita normale, va al di là di punti in classifica o altro. Quando si gioca un derby lo si gioca senza pensare a quel che c’è stato prima o a quello che verrà dopo. Le due squadre hanno un solo obiettivo, che è quello di vincerlo.

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