Il coach della Virtus Alessandro Ramagli – in conferenza stampa – ha presentato la partita di domani contro Forlì.
Si gioca alle 18 alla Unipol Arena, con diretta TRC e Radio Bologna Uno.

Ecco le parole di Ramagli:
“Intanto presentiamo gli avversari. Non è scontato che dopo un crac finanziario e sportivo come quello di due anni fa si possa intercettare il calore della gente come è successo a Forlì, con investimenti e lavoro tecnico hanno ottenuto una non scontata promozione. Ripartono dall’onda dell’entusiasmo scorso, con un gruppo di giocatori confermato e qualche giocatore di esperienza come Pierich, e due americani tagliati giusti per questo campionato. Crockett è la classica ala americana che esprime il meglio come secondo lungo, grandi cifre e rimbalzi, e a differenza di molti americani è uno che non molla mai anche in condizioni di difficoltà. Questa è l’idea che mi sono fatto di lui, giocatore con grande atteggiamento. L’altro americano Blackshear è una stella, campione NCAA, qualità di livello superiore, a Pistoia da rookie ha avuto cifre significative. Ha capacità di produrre in tanti modi, in contropiede, in isolamento, vicino al canestro. Insieme a Mancinelli è il secondo lungo che può segnare di più in post basso, e questo ci fa capire che giocatore sia. Gli italiani sono quelli dell’anno scorso: Vico è attaccante di razza, Bonacini dalla panchina, Rotondo centro titolare, e hanno cifra tecnica tale da potersi facilmente risollevare. Poi hanno 4-7, non 1-10, e questo da neopromossa ci può stare, con difficoltà fisiche se poi hai infortunati come Pierich. Che, fortuna loro e sfortuna nostra, è appena rientrato. “

Dopo sei vittorie avete più confidenza o c’è il rischio di abbassare la tensione? “Quando c’è una infrasettimanale non è facile osservare sempre il polso della situazione, ma di solito le vittorie aumentano l’autostima, ti fanno essere più sereno e fluido. Se non sei in fiducia sei meno convinto delle cose che fai e spezzi il ritmo, ma comunque noi non abbiamo mai sottovalutato gli avversari, di solito è successo di partire bene e finire con più difficoltà, ricordando che non si possono vincere tutti i quarti con dieci punti di scarto. Le avversarie prendono contromisure, e anche domani per loro sarà una partita importante ma leggera dal punto di vista mentale, mentre per noi sarà sì importante, ma siamo in casa, dobbiamo mettere altro fieno in cascina e aumentare la nostra consapevolezza, per cui sarà gara difficile, scorbutica. Chi è in difficoltà fa di tutto per metterti alle corde, e loro lo faranno ricordando che hanno buona cifra tecnica, anche per vincerla all’ultimo secondo”

Non ti aspettavi, mercoledì, di vincerla con quel parzialone. “Una squadra deve avere una identità, risposte sempre costanti, ma non è vero che chi ha identità vince sempre allo stesso modo. Non è che quando hai energie vinci sempre e se non ne hai perdi: chi ha identità deve riuscire a vincere in modi diversi, e a noi è successo. Abbiamo dominato una potenza come Treviso in 20’ gestendo poi il loro rientro, o non controllandola da subito come con Trieste e poi spaccandola nella parte centrale. E’ parte del processo di conoscenza di una squadra, vincere in modo diverso. Abbiamo anche preso parziali imbarazzanti come a Jesi per poi rimontare: dobbiamo sempre adattarci, e capire se hai davanti squadre con qualità o con energie”

Forlì spingerà da subito? “Loro avranno molte energie nervose, ma io non mi faccio mai gli affari degli altri. Per me puntavano molto sulla gara con Jesi, ma comunque sia non è che le abbiano perse tutte. Da quella sconfitta ne saranno usciti arrabbiatissimi, e quando hai molte energie nervose di solito lo riversi tutto fin da subito”

Dopo si gioca tra venti giorni. “Comunque non sarà quella di domani una partita chiave. Sono importantissime, come tutte, ma non cambieranno la storia della nostra stagione. Cambierà la nostra storia, invece, il periodo da qui al 29, perché da qui noi ne potremo uscire uguali, e io mi bacerei i gomiti. O migliori, e in questo caso il 29 mi ubriacherei in anticipo. O peggiori, e questo va messo in conto. Domani dobbiamo vincere, lo ricordo, ma sarà importante poi quello che succederà da dopodomani. Lì prenderemo in mano il destino della nostra stagione, con tanti parametri per cambiarlo. Io alleno dal 1986, sono professionista dal 1996, ho allenato 500 partite più le nazionali, e una situazione del genere non la avevo mai vissuta. Di solito in questo periodo del campionato tutte le squadre si fermavano e ripartivano, non che c’è chi si ferma, chi gioca, chi recupera, chi ha giocatori rotti. E’ una novità per me, figurarsi per una squadra messa insieme tre mesi fa. Ma questo potrebbe non essere un handicap, quanto una opportunità da raccogliere. Non ho però gli strumenti per dire che faremo bene: occhi aperti e antenne dritte per sapere cosa è giusto fare, ci siamo fatti i nostri programmi, ma non nascondo che potranno essere cambiati a seconda delle risposte quotidiane del campo”

Potrebbe essere il momento per recuperare Ndoja. “Di certo non ci saranno partite in mezzo e non sentiremo la sua assenza in questo periodo. Ma anche sul suo recupero c’è un punto interrogativo: il processo è iniziato, ho buone sensazioni, ma non è certo che ritorneremo con un giocatore nelle migliori condizioni possibili. Lo speriamo, navighiamo a vista, ma sicuramente in questi giorni la sua assenza non inciderà sulle nostre performances sportive”

Il video della conferenza stampa, realizzato da Laura Tommasini di Sportpress

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