Compleanno di lavoro per Alessandro Ramagli, nato il primo aprile del ’64, che festeggia con la testa rivolta all’impegno di domani a Forlì, contro una Unieuro che ha cambiato volto, fisionomia, e anche classifica nelle ultime quattro gare in cui non ha perso un colpo, superando così Recanati e mettendosi in scia di Imola e Chieti.

“Cinque nuovi giocatori, che in pratica costituiscono il gruppo titolare, a parte che l’infortunio di uno dei nuovi ha riportato in quintetto un elemento del vecchio roster, e poi una nuova guida tecnica: si capisce da questo che Forlì è una squadra rivoluzionata. Arriva da quattro vittorie consecutive, ha cambiato molto anche dal punto di vista del gioco, ed è molto più offensivamente qualitativa. E dura, in campo. E’ diventata molto competitiva, guadagnando un posto in classifica che potrebbe anche permetterle di evitare la fase dei playout”.

“So cosa significa giocare su quel campo, l’ho fatto molte volte. In più, Forlì ha cambiato mentalità, si è fatta più dura rispetto a una prima parte di campionato nella quale forse ha pagato il passaggio di categoria. Adesso, vedendo un traguardo diverso più vicino, si è caricata e questo enfatizza anche tutto quello che c’è intorno, compreso un ambiente caldo che sa esaltare la sua squadra”.

“Non è una partita fondamentale. E’ senz’altro una partita difficile, importante, ma non può cambiare il giudizio sulla nostra stagione, su quello che abbiamo fatto, e non può cambiare nemmeno la prospettiva. Consideravo le ultime partite tutte veramente molto importanti, ma nessuna di queste avrebbe cambiato di una virgola giudizi e prospettive, per me”.

“La partita di Trieste è una di quelle che possono trarre in inganno, certamente non abbiamo giocato al meglio ma non possiamo fare il “de profundis” come se tutto fosse sbagliato. In trasferta noi e Treviso abbiamo la striscia migliore, sette vinte e sei perse. Il che significa che non siamo in grado di vincere in scioltezza contro chiunque, ma che qualcosa di buono abbiamo mostrato anche fuori. Chiaro che ci sono campi in cui si gioca in un certo modo e altri campi dove, anche per l’apporto dei tifosi delle squadre di casa, è un’altra storia. E quello di Forlì è uno di questi ultimi. L’Unieuro non è in corsa per un posto nei playoff, ma giocare su quel campo vale come giocare in casa di Verona, o Trieste, o Mantova. Ben venga una partita di questo tipo, che poi sia più difficile rispetto a quando si gioca in casa è normale. Vincere in trasferta è sempre molto più difficile, in qualunque sport, ma domani è logico che andiamo per portare la nostra serie a 8 vinte e 6 perse, non certo a 7 e 7”.

“Contano tutti gli aspetti, in questo momento. La parte fisica, quella tecnico-tattica, quella emotiva… Chiaro che rispetto a prima siamo quasi al completo, dunque queste sono ghiotte occasioni da sfruttare: esserci quasi tutti, stare un po’ meglio rispetto alla settimana successiva alla Coppa Italia, in crescita a livello individuale e di squadra, anche di confidenza, deve darci motivazioni. E devono crescere l’aspetto tecnico, perché dobbiamo mettere in campo qualcosa che può essere nuovo, e quello emotivo. La prima fase di campionato è un “work in progress” per tutti, adesso l’aspetto fisico e quello della durezza mentale diventano fondamentali”.

Si gioca alle 14.15 al Palafiera. Diretta su SkySport 2 HD e su Radio Bologna Uno (89.8 mhz)

Il video della conferenza stampa, grazie a Laura Tommasini di Sportpress

(foto Iguana Press – Virtus Pallacanestro)

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