Il coach della Virtus Alessandro Ramagli è stato ospite di Alessio De Giuseppe durante la trasmissione Quasi Goal su Radio Bologna Uno.
Ecco le sue parole:

Domenica l’obiettivo non è consolidare la vetta della classifica, ma arrivare a giocarci tutte le carte migliori quando si faranno i giochi, nei playoff.
E’ importante non per il primo posto, ma perchè è una delle tre trasferte che ci restano è noi vogliamo una bella vittoria in trasferta.

La partita di Coppa Italia secondo me è stata indicativa, loro hanno fatto vedere il tutto il loro repertorio, e noi il nostro. E’ stata una partita molto equilibrata, che loro hanno condotto a lungo alzando numero di possessi, e noi siamo riusciti a girarla quando siamo riusciti a limitarli sotto questo aspetto.

Chi temi di più? L’ambiente. Lì non ha vinto nessuno, a parte Treviso alla prima giornata di campionato. Hanno un pubblico con calore pazzesco. Si deciderà tutto su atteggiamento e intensità, e capacità di controllare le emozioni in un campo che sarà caldissimo e partecipe.

Javonte Green? Non ha bisogno di una difesa particolare, ma che non gli si regalino palloni facendolo correre in contropiede. La miglior difesa su di lui è attaccare bene.

La difesa sui tiri da tre? Da qualche tempo abbiamo qualche problema nella difesa sui tiratori, dobbiamo migliorare in fretta perchè quando le danze iniziano dovremo farci trovare pronti.

Ci sono passi avanti da fare? Bisogna farne ancora tanti – sotto molti aspetti – per arrivare al top ai playoff.

La situazione di Spissu? Oggi è ancora fermo con la febbre alta, vediamo.
Gli altri sono tutti disponibili, di quelli che devono recuperare condizione alcuni stanno migliorando velocemente, altri più lentamente, ma abbiamo tutto il tempo per metterci a posto – dal punto di vista tecnico e fisico – prima dell’inizio dei playoff.

Domenica contro Recanati rotazioni ampie e spazio per i giovani. In ogni partita si vorrebbe produrre il massimo per tutti i 40′ e per tutti i 12 effettivi, ma non sempre è possibile. Il nostro roster è costruito in modo tale che se in una partita si accorcia la rotazione nella partita dopo non si può fare, e il contributo dei giovani è fondamentale e lo sarà anche domenica su un campo difficilissimo, quasi inviolato, una gran bella partita da giocare.

Bruttini? L’avvio difficile è legato al fatto che è stato 5 mesi praticamente senza giocare. Gli abbiamo dovuto chiedere subito di giocare tanto per gli infortuni, nel momento in cui tutto si è consolidato ha fatto vedere le sue peculiarità. E’ un giocatore di grande utilità, che si distingue per le piccole cose. E le piccole cose sono quelle che fanno la differenza.

Un eventuale innesto prima dei playoff? Io non penso a nessun tassello, ho la mia squadra e sono ben contento dei miei 12 giocatori. Spero che la salute ci assista, vorrei vedere i miei 12 giocatori giocare tutti al massimo della loro condizione, cosa che finora non è mai accaduta. Io guardo al mercato dentro la mia squadra, non fuori.

(foto Roberto Serra / Iguana Press / Virtus Pallacanestro Bologna)

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