Il coach della Virtus Alessandro Ramagli ha presentato in conferenza stampa la trasferta di domani a Trieste.
Ecco le sue parole:

Sicuramente a Trieste ci aspettano, perchè li abbiamo battuti due volte, la seconda volta in una competizione con un trofeo in palio. Hanno avuto poi qualche problema fisico, come noi del resto. Vengono da una sconfitta importante nel derby contro Udine. Sicuramente ci aspettano, su questo non ci sono dubbi: per il blasone che portiamo addosso ma soprattutto per il percorso che abbiamo fatto.
Dal punto di vista dell’impatto casalingo forse non hanno eguali. Hanno anche cambiato rotta rispetto alle impostazioni del passato, passando dalla squadra che lancia i giovani triestini o comunque punta molto sulla linea verde ad allestire una squadra sicuramente più ambiziosa e strutturata. Hanno giocatori di esperienza, mischiano un po’ atletismo, esperienza con l’energia e la sfrontatezza di alcuni giovani che sanno mettersi a disposizione della squadra.
E’ un bell’antipasto di quella sarà la post season, quello è un campo dove non sarà facile giocare. Il fattore campo c’è, con 6500-7000 persone molto competenti che sanno farsi sentire. Sarà una partita molto molto difficile, ma anche molto molto stimolante.

E’ importante, ma non chiave. Abbiamo una serie di trasferte molto difficili, e qui dobbiamo mostrare un livello competitività che abbiamo mostrato quasi sempre, ma anche la capacità di portarle a casa. E’ importante, ma non decide i destini né nostro né di Trieste, nessuna di quelle restanti di regular season lo è. Un infortunio è un evento che potrebbe decidere i destini di una squadra, per esempio.

Le prime otto non vincono quasi mai in trasferta negli scontri diretti (9 vittorie su 47 scontri). Il motivo di questo dato – che ho tirato fuori io per primo – è legato al fatto che c’è un tale livello di equilibrio tra queste formazioni che onestamente un soffio d’aria decide la partita. E spesso il soffio d’aria o la foglia che si sposta lo fa dal lato della squadra di casa. Avere la posizione migliore nei playoff quindi dovrebbe essere decisivo, ma io su questo sono in disaccordo. Le squadre che fanno strada nei playoff sono quelle che vincono in trasferta. il fattore campo è importante, anche dal punto di vista economico. Ma le squadre che vincono i campionati non sono quelle che vincono solo in casa, quelle che vincono in trasferta, per la storia del campionato di A2. Anche perchè all’inizio dei playoff si mescoleranno due gironi, e quindi questo equilibrio attuale sarà tutto da verificare.

La costante delle due vittorie è stata la difesa? La chiave contro Trieste secondo me è il controllo delle palle perse, loro sono bravi a forzarne tante, quasi il 20% dei possessi. In casa li abbiamo sopravanzati di 10 possessi, 90 a 80, e l’abbiamo sempre avuta in mano, anche più del +13 finale. In Coppa Italia si è verificato l’opposto: loro 90 possessi e noi 80. E non è un caso che la partita l’abbiano fatta loro, anche se poi abbiamo vinto noi. Controllo del ritmo e delle palle persa secondo me saranno le chiavi, più che la difesa o la percentuale da tre.

Ieri è stato il primo allenamento con 12 giocatori veri dall’inizio della stagione, il primo con la squadra al completo da quando è arrivato Bruttini. Per questo, quando si parla di mercato, sembro un bastian contrario. E’ a questo che penso quando dico che la prima cosa che mi interessa è lavorare al completo e capire dove possono andare questi giocatori tutti insieme. Poi è chiaro che gli occhi sul mercato li teniamo sempre, anche per un motivo molto banale, che c’è sempre la possibilità di un infortunio. Teniamo un occhio su quello che c’è a disposizione, e per ora è molto poco. Ma accelerare eventuali operazioni sarebbe un boomerang gravissimo, perchè magari acceleri l’acquisto di un centravanti e il giorno dopo si rompe il portiere. Ci vuole grande attenzione sia nel monitorare il mercato, sia nell’avere gli occhi fissi su quello che questo gruppo può dare. E proprio perchè ieri è stato il primo allenamento col gruppo al completo dal 17 agosto io guardo per prima cosa all’interno della palestra, poi è giusto che chi di dovere guardi anche fuori.

In questo momento ho un programma in testa. Dopo la partita di Verona abbiamo analizzato la situazione. Nella settimana precedente a Recanati abbiamo individualizzato il lavoro come mai in stagione, con tre giocatori praticamente fermi. Questa settimana avremmo dovuto iniziare a omogeneizzare il livello di forma della squadra. Ma abbiamo avuto Penna e Oxilia via con la Nazionale, e Spissu con l’influenza. E quindi ancora una volta abbiamo individualizzato. Mi auguro che nelle prossime 2/3 settimane possiamo riuscire ad alzare il livello di condizione standard della squadra, omogeneizzando il livello di forma della squadra e alzandolo in previsione della parte finale di stagione. Chi non ha partecipato alla Coppa Italia lo ha fatto in quel periodo lì, noi dobbiamo farlo in corso d’opera. E proveremo a farlo nelle prossime 2/3 settimane, per poi arrivare in discesa e presentarci al meglio ai playoff. In mezzo ci sono delle partite che vanno giocate e vanno vinte, ma mentre facciamo l’altra operazione. In ogni caso la condizione della squadra oggi è nettamente cresciuta rispetto a quella della settimana dopo la Coppa Italia, abbiamo lavorato secondo le necessità di ognuno. Ma è il nostro lavoro, anche se non ce lo attestano dal punto di vista giuslavoristico siamo dei professionisti. Dobbiamo giocare, vincere ed essere in buona condizione.

Si gioca domani alle 14.15, con diretta Sky Sport e Radio Bologna Uno.

Il video, grazie a Sportpress

(foto Iguana Press – Virtus Pallacanestro)

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