Non sta vivendo il momento migliore in campionato, dopo la sconfitta di ieri a Faenza. Ma Rae Lin D’Alie, guardia italoamericana della Matteiplast, è forse uno dei personaggi del basket femminile più famoso degli ultimi mesi, visti i risultati estivi nei mondiali 3×3. Nella lista delle papabili per gli Oscar della Gazzetta, la giocatrice è stata sentita da Mirco Melloni de La Stampa. Un estratto dell’intervista.

“Indosso la maglia numero 2, perché il numero uno è Gesù, io vengo dopo. E fondamentali sono anche 11 e 36. Rappresentano la Lettera ai Romani: ‘Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen. Voglio essere la miglior persona possibile: è ciò che mi chiede Gesù. Curo il mio spirito, per questo sono rimasta in A2 con la Matteiplast Bologna invece di salire in A1.
Ho radici campane, calabresi, siciliane e romane, sono la quinta di sei figli ma a differenza delle mie sorelle ho sempre fatto sport con i maschi. Ho giocato a football americano, e la lotta era il mio sport preferito, ma avevo talento per il basket. Ottenni una borsa di studio al college di Wisconsin, a 21 anni le cose andavano benissimo, in campo e a scuola: mi sentii intoccabile e iniziai a bere. Era la lezione del Signore: dovevo diventare il capitano della nave della mia vita. Andavo in chiesa la domenica ma soltanto allora trovai la svolta necessaria. Con l’arrivo in Italia per giocare da professionista, nel 2010 mi sono unita agli Atleti di Cristo e poi ho studiato teologia.
Devo onorare il talento che il Signore mi ha dato. Il 3×3 è stata una benedizione, rispetto al basket tradizionale è un membro della stessa famiglia ma con un carattere diverso. Ai Mondiali nelle Filippine c’era tutta la mia famiglia, e i tifosi locali ci avevano preso in simpatia, tifando per noi. Il titolo ci ha ripagato di ogni lacrima versata. Ho coronato un sogno ma non è l’ultimo: le Olimpiadi sono il traguardo per qualsiasi sportivo, darò tutto per essere a Tokyo.
Il mio modello? Steph Curry, anche lui è piccolo ma batte i giganti, e anche lui è spinto dalla fede”

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