Le parole dei giocatori Virtus nel giorno del raduno in Arcoveggio.

Kevin Punter – Appena arrivato a Bologna cosa hai pensato? “Di essere contento, anche per la presenza del sole che è un qualcosa in più, e che devo impegnarmi”
Sei un tiratore, e poi? “Guardia tiratrice a cui piace anche aiutare gli altri compagni a rendere per il meglio”
Conosci qualcuno dei tuoi nuovi compagni? “Conosco Taylor che è di New York e che ho già affrontato in Coppa. Che aspettative ho? Voglio rivincere la competizione europea, ma soprattutto crescere come squadra e vincere il più possibile sia in Italia che in Europa.”
Cosa ti ha convinto a venire in Virtus? “E’ la situazione adatta per salire di un gradino nella mia carriera”
Che livello ha la Champions League? “E’ una esperienza bella, stimolante, dove si affrontano squadre di caratura internazionale, e sarà una bella esperienza anche per il pubblico”

Kelvin Martin – Era importante per te restare in Italia? “Ho deciso di restare perché il campionato si adatta alle mie caratteristiche, e mi sono sempre trovato bene”
Avrai un ruolo partendo dalla panchina o sarai titolare? “Sono già abituato a partire dalla panchina, quello che conta è vincere”
E’ uno step nella tua crescita? “E’ un gradino più su. A Cremona mi sono trovato bene, ma alla Virtus non si poteva dire di no. Se andrà bene sarà un ulteriore trampolino di lancio”
Hai già parlato con il coach? “Non ancora, dopo il training camp vedremo quale sarà il mio ruolo, ricordando che quello che conta è il bene della squadra”
Che Virtus è? “Ci sono giocatori con varie caratteristiche, possiamo fare tante cose e sarà una bella sfida cercare la soluzione migliore per mettere in difficoltà le avversarie”
Hai già visto il Paladozza. “Ricordo come il tifo cercasse di scoraggiare gli avversari, ricordo un dito medio puntatomi in faccia, ora spero che la gente faccia il tifo per me”

Dejan Kravic – Conoscevi già la Virtus. “Da europeo sì, so che Ginobili ci ha giocato e ne conosco la traizione. Questo ha semplificato la mia scelta di venire qua”
Che tappa è nella tua carriera? “Un salto in avanti, dopo un anno in Grecia in un campionato di livello inferiore. Non consoco l’Italia, ma so che era il momento migliore per arrivare”
Quale è la tua qualità principale, e dove devi lavorare? “Sono a mio agio in post contro avversari più bassi, altrimenti gioco in velocità. Devo crescere nel tiro dalla media e ai liberi”

Tony Taylor – Come è stato il primo impatto? “Sono rimasto colpito dalla storia e dalla tradizione, dai trofei, dalla gente che ha giocato qui, e ho subito chiamato i miei genitori per dire che sono arrivato nel posto giusto”
Che tipo di regista sei? “Mi interessa sia l’attacco che la difesa, cerco di tenere tutti i compagni in ritmo senza creare malumori, ma mi piace anche segnare, quando c’è bisogno”
Sei uno da ultimo tiro. “Adoro giocare le azioni decisive, anche se a volte ne ho sbagliate. Ma quello che conta è giocarle senza paura, altrimenti si sbaglia sempre”
Come è costruita la squadra? “Sulla carta siamo pronti e forti, poi vedremo cosa dirà il campo. Conosco Punter, ma anche con gli altri c’è già sintonia”
Un parere sulla Coppa? “Ne ho già esperienza, è un buon livello e volevo rigiocarla. Grazie alla Coppa i miei genitori a New York hanno potuto vedermi giocare”

Amath Mbaye – Arrivi qua dopo Brindisi e Milano, dove non è andata benissimo. “A Milano avevo un ruolo diverso rispetto a Brindisi, e cercherò di ritornare a quello che ero prima. Ci sono molte aspettative per riportare la Virtus ai piani alti, dove merita. Io cercherò di rendere più facile il lavoro di tutti in una squadra con personalità e dove ci sono già buoni legami”
Conosci già il coach. “L’ho già affrontato e conosco il suo stile di gioco, poi ho parlato con gente che ha giocato per lui e so che non sarà un problema abituarmi a lui. Poi io sono molto flessibile: non conta il mio ruolo, conta vincere”
Che obiettivi avete? “Per qualsiasi squadra l’obiettivo è vincere il più possibile, ci proveremo anche noi”
Cosa significa essere qua? “Conoscevo la tradizione, gli ex, so cosa mi aspetto da questa scelta, e da avversario mi aveva colpito il tifo del Paladozza in una città che respira basket”

Bryan Qvale – E’ il tuo arrivo in Italia. “Avevo già affrontato Trento e Varese, conoscevo la storia Virtus e tante cose me le ha spiegate Marco Martelli che mi ha mandato 45 pagine sulla tadizione e le particolarità di questa realtà”
Vieni da Montana come Richardson. “Non lo conosco personalmente, ma lui è nella Hall of Fame del nostro stato, e io cercherò di vincere quanto lui anche se non sarà facile”
Cosa puoi dare in campo? “Cercherò di fare quello che è in mio potere, io in carriera ho sempre lavorato duramente per aiutare i comagni. Mi affido all’allenatore, seguo le sue direttive e non ci saranno problemi”

Filippo Baldi Rossi – Voi siete la continuità. “Sono entusiasta di essere rimasto in un roster molto cambiato, abbiamo un’altra possibilità e ora ci prepariamo per un campionato di alto livello. Servirà fare qualcosa in più dello scorso anno, e ci sarà la Coppa che a Bologna mancava da un po’.
La squadra come ti sembra? “Qualcuno l’ho già affrontato e conosco qualche nuovo compagno, uno come Mbaye non ha bisogno di presentazioni, ma tutti gli altri saranno all’altezza della situazione”
C’è amaro in bocca per come è finito lo scorso anno? “Un po’, dopo essere passato da Trento alla Virtus perché credevo nel progetto. Non era scontato, malgrado il blasone Virtus, arrivare nei playoff, ci è mancato poco ma non dovevamo arrivare a dovercela giocare all’ultima partita. Ora dobbiamo fare un po’ di più”

Pietro Aradori – Si cambia pagina. “Sono cambiate tante cose, anche come dirigenza, ed è arrivato Dalla Salda con cui avevo già fatto bene a Reggio Emilia. Sono arrivati giocatori con esperienza europea, ed è bello fare parte della Champions League che sta crescendo di livello. Saranno impegni importanti ma stimolanti”
Ci sono anche gli impegni della Nazionale. “C’è una finestra con il ritiro a Pinzolo, e sarà strano iniziare la preparazione in Virtus per poi andare in Nazionale. Ma si deve essere flessibili”
Con tanta gente con punti nelle mani servirà chimica. “Come in tutte le squadre nuove si dovrà lavorare per conoscerci, ci daremo una mano”
Le Coppe sono uno stimolo in più? “C’è chi le vuole giocare perché significa allenarsi meno, ma c’è anche chi preferisce allenarsi per non allontanarsi dalla famiglia… Io ho buoni stimoli, voglia di giocare, ci sono ottimi presupposti”
C’è l’amarezza per l’esito dello scorso anno. “Certo, ma ora si volta pagina”

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