Da quando, 15 anni fa circa, venne creata la B di eccellenza, quasi tutte le squadre promosse da questo campionato alla A/2 hanno fatto stagioni molto positive. Alcune (Siena, Rimini) capaci di fare il doppio salto, tante altre (dalla Montecatini di Niccolai, a Trapani, Pistoia, Arese…) si sono fatte valere fino ad ottenere la promozione in anni successivi. Anche in questa stagione ci sono squadre provenienti dalla B che meritano le copertine: Borgomanero e Ferrara, ad esempio. L’unica nota stonata di questa sinfonia pare il Progresso Castelmaggiore, che nemmeno quest’anno riesce ad ottenere uno standard di risultati appena sufficiente. La crisi, forse, arriva da lontano.

Si dice che le caratteristiche di una buona neopromossa siano un nucleo di italiani magari non fenomenali ma compatti e gia’ capaci di prendersi responsabilita’ in un campionato autoctono come la B, a cui vengono aggiunti stranieri capaci sia di trascinare che di valorizzare un pacchetto gia’ positivo. Il Progresso gia’ lo scorso anno venne meno a questo dogma. Alcuni protagonisti delle cavalcate nelle minors (Feliciangeli, Iacomuzzi e Paoli) furono lasciati liberi, senza reali sostituti. In particolare Iacomuzzi, sacrificato sull’altare del “nome” Santoro, deludentissimo: risultato, una squadra di A/2 in mano ad un volenteroso quanto inadeguato Gasparotto. Accanto a Myron Brown venne preso un americano gregario come Dozier, rimpiazzato poi da un altro “non protagonista” come Rush. L’equazione che fa la fortuna delle neopromosse venne cosi’ azzerata. Unico alibi: l’assenza di un campo di gioco, che fece partire la squadra con un handicap mai piu’ appianato.

Quest’anno le cose vanno ancora peggio. Anche se il problema “tana” e’ stato risolto con un nuovo accordo per il Paladozza, anche se c’e’ uno sponsor. E’ stata creata una squadra magari con talento, ma con tanti gregari e/o riserve che non stanno sfruttando l’occasione. I Fultz, i Perincic, i Gusic, oltre che ai gia’ quasi bocciati Bocchini e Agazzone, non sembrano avere la cattiveria e la voglia di essere protagonisti che servono a questi livelli, e che solo in Ghiacci sono gia’ comparse. Da qui nascono partite anche decenti, ma con quantita’ di sciocchezze ed ingenuita’ che vanificano gli sforzi: il tecnico perso perche’ andati in campo in 6 a Scafati, il passaggio di troppo nella azione finale con Napoli, l’impressionante serie di errori ai liberi a Novara, le percentuali al tiro omeopatiche con Rimini.
La scelta di fare provini a giocatori di mezzo mondo pare non abbia pagato, anche a livello di interesse dei massmedia: a parita’ di valore, probabilmente Binelli incuriosisce piu’ di Perincic, porta piu’ interviste, spazi sui giornali, pubblico. Riempire la squadra di nomi sconosciuti non ha ne’ migliorato le prestazioni, ne’ dato piu’ spazio ad una squadra gia’ stritolata dalle grandi cuginone. Forse e’ per questo che gli ultimi arrivi sono un ex imolese ed un virgulto Fortitudo…
Ultima nota: la squadra sembra rendere di piu’ in trasferta che non in casa. L’unica vittoria e’ arrivata a Bergamo, ci si e’ andati vicini a Scafati e Novara, mentre al Paladozza la Bignami non ha mai avuto l’onore di essere in vantaggio nel secondo tempo delle quattro partite giocate. Probabilmente alcuni giocatori dello scorso anno (Pilat e Cempini in primis) riuscivano a trovare in loro stessi grinta e spinta che il pubblico non offriva. Quella stessa “autocarica” che i giocatori di quest’anno non paiono avere.

Lo spazio per recuperare c’e’ ancora, a partire da domani con Reggio Emilia, e passando da una trasferta decisiva domenica a Montegranaro. Ma la lezione deve essere imparata il prima possibile…

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