Impattato da Teodosic nel numero di assist smazzati nel derby, Gianmarco Pozzecco è stato sentito da Luca Aquino per il Corriere di Bologna. Un estratto dell’intervista.

“Sono contento di condividere questo primato con lui, lo considero un fenomeno, un genio e quelle due volte che l’ho incontrato mi è sempre sembrato carino e disponibile. I fenomeni veri difficilmente sono delle teste di c…, ne parlavo anche recentemente con Matteo Panichi che alla Virtus ha giocato con Sasha Danilovic e mi diceva la stessa cosa.
Il passaggio a Ricci? Contro di noi in Supercoppa ne ha fatto uno simile e per me anche più difficile, tanto che nessuno sul momento ha capito cosa avesse fatto. Non che questo sia stato semplice perché se ci prova chiunque altro la palla finisce nel tunnel che porta agli spogliatoi, se va bene. Una giocata imprevedibile, ha visto una linea di passaggio con quella parte di cervello geniale che ha e il pallone è arrivato a destinazione perfetto, non ha sbagliato di un centimetro. Lì la palla pesa, se sei Ricci hai la responsabilità di finalizzare un capolavoro sapendo che in milioni rivedranno quell’azione sperando che si concluda con un canestro.
Io e lui siamo diametralmente opposti. Io esprimevo le mie emozioni, mentre lui dà la sensazione che non abbia nessun condizionamento dal tipo di passaggio, mi ha sempre stupito questa sua forma glaciale. È sempre stato consapevole che non sarà un passaggio a cambiargli la vita ma che sarà giudicato dalle vittorie o dalle sconfitte alla fine. Io ho giocato a volte per vincere, ma lui lo ha fatto da sempre con la Serbia, l’Olympiacos, il Cska, ora la Virtus. Un passaggio del genere te lo godi, ma lui sa che a fine carriera lo condizionerà poco anche se ovviamente prodezze del genere verranno ricordate.
Come lo fermerò? Spero ci faccia vedere questi passaggi, perché alla fine siamo dei circensi e apprezziamo anche quello che avversari così sono in grado di fare. Proveremo a limitarlo e vincere, ma saremo sicuramente contenti di giocare contro un fenomeno del genere. Ricordo che una volta Michael Jordan doveva saltare per squalifica una partita a Indianapolis, nello stato culla della pallacanestro, e i tifosi fecero una petizione per chiedere che la scontasse nella gara successiva perché volevano vederlo. Io faccio parte di questo tipo di filosofia, c’è chi preferiva affrontare il Napoli senza quel genio di Maradona ma io no”

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