Dimenticatevi l’Irge Desio e tutte quelle questioni sulle mai vincenti: Pesaro fa saltare il Paladozza, conquistando il suo primo gol stagionale, matando una Fortitudo quasi irritante nel suo non capire dove andare a sbattere la testa, e che gioca con esagerata superficialità per troppi minuti, piombando a -15 a inizio ultimo quarto forse sperando, come sempre, di poterla sfangare in un modo o nell’altro. E quasi ci riesce, la Fortitudo, ma la tripla del possibile pareggio finisce nelle mani sbagliate: ferro Sims, clamoroso al Cibali.

Si parte con una insostenibile leggerezza nel passaggio laterale, che diventa foraggio per una Pesaro che a difesa schierata non trova di meglio che andare in area a farsi stoppare da Sims (3 in 5’), ma che trova maggiori risultati in contropiede. Si girano le panchine alla ricerca di risvegli, ma con un Pusica Pusica Pusica della Madonna (cit.), a fine primo quarto è meglio Pesaro di Bologna, 22-18.

Restando sulla stessa traccia, il Muoviti muoviti fortitudino non arriva: superficialità davanti, superficialità dietro, altre palle perse a metà campo, e diventa inevitabile che la Fortitudo si ritrovi, imprevedibilmente, con doppia cifra di scarto (29-41) malgrado regali difensivi altrui che portano in varie occasioni Leunen a trovarsi marcato da gente che gli arriva al sospensorio. Sono proprio 11 di fila del biondo la carica per limitare i danni a fine primo tempo, 34-41 per la cronaca.

Giro palla che rende più utile un altrimenti rallentante Aradori e appoggi a Sims sono la chiave per tornare a -2, ma si resta con quella sinusoide figlia di chi non ha del tutto chiaro che serve sudare per portarla a casa. Totè mette in difficoltà Sims, Zanotti ricorda gli antichi complimenti boniciolliani ai tempi di Arzignano, Eboua schiaccia in faccia a Sims nell’ultima azione del quarto, 51-62 al 30’.

La Fossa cerca di alzare i decibel del Paladozza, ma toccato il -15 se la Fortitudo non annega è perché Pesaro regala qualcosa per strada non ammazzandola del tutto tra airball e forzature. Tra chi non è capace di vincere e chi non sa bene come vincere, la Fortitudo deve buttarsi su Sims per trovare alternative alla pessima giornata dei propri esterni, ma non riuscendo a risalire a divario in cifra singola. Pesaro rinuncia quasi a giocare andando a melinare due azioni di fila fino ai 24”, poi il risveglio di Aradori che quasi riapre la partita. Ma perché la tripla del possibile pareggio la tenti Sims resta un mistero, come resta vana la rimonta.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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