Claudio Pilutti è stato sentito da Luca Bortolotti per Repubblica. Un estratto dell’intervista.

“Sono triste e amareggiato, da mesi non ci sono comunicazioni ufficiali, solo voci e non si sa chi le metta in giro. La situazione preoccupa me e il tifoso perché finché nessuno ufficialmente chiarisce le cose non si sa a cosa credere e cosa accadrà.
Myers e Mancinelli? Anche qui, per ora voci, di Mancio lo si dice da anni che finisce la carriera e poi va a fare il dirigente, ma ancora non è successo. Prendere in società personaggi storici della Effe forse lo si sarebbe già dovuto fare prima, dovesse accadere sarebbe un bene. Lo chiedessero a me non potrei dire di sì a queste condizioni, senza certezze, però non so a Carlton cosa possano aver proposto. Non è uno che può accettare un ruolo così senza sapere dove si va a parare, se lui che ha sempre valutato tutto al meglio ci stesse davvero pensando vorrebbe dire che sa qualcosa di più di me e ha avuto garanzie, il che sarebbe positivo.
Senza il pubblico non c’è Fortitudo, ma per farlo servono idee chiare. È stata emblematica la rivolta della Fossa all’ultima giornata, non era quasi mai successo prima, nemmeno nelle retrocessioni, una scelta dovuta a un anno disastroso e ai silenzi. A riconquistare il tifo biancoblù fai in fretta se crei qualcosa di importante, e non intendo allestire una corazzata da promozione ma mostrare di stare costruendo qualcosa, il che è venuto meno in questi anni. Pensavo stesse accadendo con la squadra dei Candi, Campogrande e Montano, poi sono stati mandati via quando non hanno raggiunto l’obiettivo promozione: la discesa è iniziata lì. Dopo è stato un continuo comprare e cambiare giocatori e ciò ha dato fastidio a tanti. Gli acquisti si possono sbagliare, ma è la filosofia di fondo da cambiare: per far innamorare la gente qui serve un progetto e continuità, prima dei risultati.
Se fai una squadra con otto italiani con la cazzimma e due americani che fanno divertire coltivando un gruppo, il palazzo lo riempi anche con un campionato da metà classifica. È già successo, anche in C. Quest’anno la Fossa ha contestato e nella gara decisiva non c’era il palazzo pieno perché era triste vedere in campo facce e atteggiamenti non da Effe. Si è perso tanto nella storia, ma bisogna farlo a testa alta”

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