Il coach di Treviso Stefano Pillastrini è stato intervistato dal Resto del Carlino in merito al big match di domenica.
Un estratto delle sue parole.

Sicuramente è una gara dove si affrontano due realtà di grande tradizione e penso che in campo si vedrà grande agonismo in un momento della stagione dove le squadre hanno già consolidato la loro fisionomia. Sarà una bella partita ed entrambe le panchine riceveranno informazioni su cosa lavorare in questa ultima fase che precede i playoff.
Le due squadre rispecchiano il tipo di gioco dei loro allenatori? Ci sono due considerazioni da fare. La prima è che le nostre formazioni giocano in modo preciso, la seconda è che le nostre idee non sono un obbligo ma vengono applicate in base ai giocatori che compongo la squadra. La Fortitudo ha rinunciato ad avere una certa struttura per poter disporre di un gruppo più esperto e questo è successo a scapito dell'intensità. Questo non significa che non sia una squadra intensa, ma nel vedere che alcuni giocatori difendono con intensità ed è questo il marchio di fabbrica di Boniciolli. Nel caso di Treviso non è un segreto che il mio gioco preveda un coinvolgimento di tutto il quintetto in attacco con un play che mette in ritmo i compagni, un lavoro di gruppo che lo si vede anche in difesa. Quest'anno anche noi abbiamo fatto degli aggiustamenti rispetto agli anni precedenti, il tutto per rendere più competitivo anche il nostro club.
Gli aggiustamenti derivano da quanto imparato nelle stagioni precedenti? Non posso parlare per la Fortitudo. Noi veniamo da tre anni straordinari in cui il rapporto tra la squadra e il pubblico è diventato molto stretto. Quest'anno abbiamo deciso che a questo gruppo mancava qualche giocatore abituato a vincere, e così abbiamo inserito Antonutti, Bruttini e Musso. Vediamo quanti passi in avanti questa nuova strategia ci farà fare.

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