L’ex allenatore V e F Stefano Pillastrini è stato sentito da Damiano Montanari di Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Una F americana? L’importante non è tanto avere giocatori europei o americani ma giocatori che conoscono il campionato italiano. Gli americani rischiano di farsi un proprio clan? Questo è un problema che ho avuto solo nella mia stagione alla Virtus. Quell’anno il gruppo composto da Dewarick Spencer, Delonte Holland, Will Conroy e Alan Anderson era sicuramente difficile da gestire. Il loro modo di stare insieme non aiutava la squadra, soprattutto l’atteggiamento di Anderson, che era l’elemento più talentuoso e quello più complicato sotto il profilo caratteriale.
Daniel come cambio? E’ un buonissimo giocatore che ha già giocato in A. Avere lui in panchina significa avere un progetto ambizioso.
Fontecchio un ripiego per la Virtus? Non credo che la società bianconera abbia questo tipo di remore. Fontecchio non avrà alcun problema ad entrare in Virtus dalla porta principale senza condizionamenti o negatività. Feci giocare Moraschini in Eurolega quando aveva 17 anni. Ha avuto bisogno di tempo per esprimere tutto il suo talento. A 24 anni Fontecchio non c’è ancora riuscito. Moraschini a Milano avrà meno pressioni, così come Fontecchio alla Virtus. Entrambi hanno fatto la scelta migliore.”

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