Il presidente (dimissionario) della Fondazione Virtus Pietro Basciano è stato intervistato su Repubblica, da Luca Sancini.
Ecco le sue parole

L’altra mattina, al bar in stazione, stavo leggendo il giornale. S’avvicina un signore. “Mi scusi, volevo solo ringraziarla per aver lavorato a ricostruire la Virtus”. Beh, dopo mesi di sguardi storti e pure qualche insulto sottovoce, non posso negare di aver provato un immenso piacere.

Presidente Basciano, anche evitando celebrazioni premature, il dato è palese: la Virtus è tornata. La vissi malissimo, quella notte e quella retrocessione, forse figlia non solo degli ultimi mesi, ma di qualcosa che s’era rotto già da tempo, di troppe cose che non funzionavano. Mi presi responsabilità anche non mie, ma decisi che da quel momento valevano solo il silenzio e il lavoro. Si ripartiva da zero.

E da dove è ripartito? Un piano di lavoro, la ricerca degli uomini giusti, e poi mi sono messo nell’ombra, anche per rispetto dei club della Lega che presiedo. Quando in Virtus c’è stato bisogno di me, non sono mancato, ma ho affidato i compiti a tre persone: Loredano Vecchi, Alessandro Ramagli e Julio Trovato. E poi Alberto Bucci, insostituibile. Ramagli e Trovato li abbiamo strappati ad altre società, perchè erano sotto contratto, ma sapevo che erano quelli adeguati al ruolo: per la conoscenza della categoria, per saper lavorare coi giovani, ma anche gestire i veterani. Ripartire su queste basi è stato un atto doveroso verso la storia di questa società.

Parliamo della squadra, allora. Lo scorso anno, dopo lo schiaffo a Capo D’Orlando, lei disse che quella roba lì non poteva chiamarsi Virtus. L’altra sera i virtussini strappavano la palla dalle mani degli avversari. E’ così. Quando ho visto Penna battersi il petto sul simbolo della Vu mi sono venuti i brividi. Lo scorso anno c’erano i giocatori che andavano in panchina senza che l’allenatore avesse chiamato il cambio. Che lezione, da parte di questi ragazzi italiani, a chi guadagna molto più di loro e non ha avuto nessun rispetto per la maglia che indossava. Da presidente di Lega, oltre a Lollo, vorrei citare Candi della Fortitudo e Moretti di Treviso: sono ragazzi che fanno onore a tutto il movimento. Tanto talento, ma ancora più impegno e professionalità.

Ora, da presidente della LNP, questo accordo con Sky presentato proprio a Bologna, e che valorizza le squadre di Basket City: una sua scelta? In realtà, quando iniziai a lavorarci, non pensavo che la Virtus sarebbe retrocessa e vedevo la Fortitudo in lotta per salire. Intuivo di rivederle insieme in A1, e quando le ho ritrovate in A2 l’ho colta come un’opportunità: Sky poteva offrirci la massima visibilità, noi mettevamo sul piatto Bologna coi suoi tifosi, le sue glorie, la sua passione. Saranno 60 partite trasmesse, e a tutte le 32 società sarà garantita adeguata copertura.

Infine Zanetti, pare che l’avventura con la Virtus lo stia coinvolgendo parecchio. Lo spero, ma certo anche per lui una serata come quella di mercoledì, con la Segafredo che in diretta Sky dà spettacolo col suo gioco, porta una visibilità che non può non fargli piacere.

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