Dopo la vittoria su Pesaro il presidente della Fondazione Virtus Pietro Basciano è stato intervistato da Corriere di Bologna e Resto del Carlino.
Ecco una sintesi delle sue parole:

Ci serviva la vittoria e ce la siamo presa, questo è quello che conta. Il giorno prima della gara avevo parlato alla squadra per un paio di minuti, dicendo che non c’erano alternative alla vittoria e chiedendo di tirare fuori tutto quello che hanno dentro. C’è stata la reazione e, anche se per quei pochi minuti in cui è stato in campo, si è visto quanto sia importante il rientro di Ray. Sentire il capitano in squadra dà più coraggio a tutti e ne ha beneficiato soprattutto Gaddy che ha giocato molto bene. Ripartiamo dalla vittoria e dai minuti di grande difesa di Cuccarolo: salviamo il soldato Gino. Tutti quelli che sono andati in campo hanno dato il loro contributo, e questo è quello che vorremmo vedere sempre.

Come si spiegano tre partite molto diverse come Brindisi, Capo D’Orlando e Pesaro? Ribadisco che a Capo D’Orlando non è andata in campo la Virtus, ma un qualcosa che non ne è neppure una sua lontana parente. Per il resto se i giocatori avessero sempre lo stesso rendimento l’esito delle gare sarebbe definito a tavolino e non deciso dal campo. Abbiamo margini importanti di crescita e abbiamo undici gare per mostrare quello che potremmo essere, ma la cosa importante è far vedere quella convinzione che si è vista martedì.

Un esempio di convinzione? Abdul Gaddy, perchè si sta sempre più caricando la squadra sulle spalle come playmaker.

Per la proprietà è più importante portare 6000 persone alla Unipol Arena o che la squadra sia ricettiva agli input? Entrambe le cose. Non possiamo negare che vi siano stati degli errori, ma questi sbagli sono stati commessi provando a fare il bene della Virtus e la nostra gente lo ha capito. Allo stesso tempo i giocatori hanno risposto e continueranno a rispondere. Sono i primi a sapere che il campionato è ancora lungo e che la vittoria con Pesaro era importante e non è un punto di arrivo.

Lo striscione dei tifosi? E’ normale che ci sia sfiducia se i risultati non arrivano. Nonostante le contestazioni – però – il palazzo martedì era pieno perchè la gente ha capito che la Virtus è un bene di questa città e va difeso e sostenuto.

L’aumento di capitale? Tutti noi vogliamo bene alla Virtus e sappiamo che per riportarla dove merita serve un budget superiore rispetto a quello garantito dalla Fondazione. Questo significa avere maggiori risorse e per avere più quattrini serve un capitale superiore. Abbiamo ritenuto che questo fosse lo strumento migliore per far entrare energie nuove e dare al club quella posizione che aveva in passato, e che gli oltre 6000 tifosi di martedì aspettano da tempo.

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