Il presidente FIP Gianni Petrucci è stato intervistato da Giuseppe Sciascia su La Prealpina.
Un estratto delle sue parole.

Sulla prossima riforma. Dopo tanti anni è logico e giusto mettere in discussione tutto il sistema dei campionati, a partire dalla serie A, valutando se certe regole sono ancora attuali o se servono correttivi. L’avevo promesso 12 mesi fa al momento della mia rielezione e tutti avevano condiviso questo proposito. Le diverse leghe si sono incontrate e nel consiglio federale informale di domani cercheremo di trovare una sintesi delle varie proposte.
Mi è dispiaciuta quell’uscita della GIBA: non mi sono mai permesso di dire, e mai lo dirò, che non saranno impiegati i giocatori italiani. Ma si può discutere di tutto, compreso questo, valutando di diminuirne o aumentarne le quote. Nessuno oggi può permettersi di affermare che tutto deve rimanere com’è: non ci può limitarsi solo a difendere lo status quo, è una forma sciocca di sindacalismo. Da presidente del CONI fui il primo e l’unico ad affermare che dovevano diminuire gli stranieri; però le società ci mettono soldi ed è giusto sentire anche loro.

Sulle capienze. Accontentiamoci di quel che ci viene consentito finora, però i riscontri sono molto positivi. Ero ottimista per il 100% delle capienze entro il mese di novembre, ora dobbiamo seguire l’evoluzione del quadro epidemiologico. Ma mi chiedo perché nei cinema e nei teatri sia consentito il 100%, mentre per il basket e altri sport ci si fermi al 60%. Finchè il CTS non darà una spiegazione non sarò contento.

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