Il presidente FIP Gianni Petrucci è stato intervistato da L’Adige.
Un estratto delle sue parole.

Su Sacchetti: “Non sono stato io a decidere di cambiare i vice di Sacchetti. Lui sa che ho sempre preferito come vice del CT degli allenatori di serie A: i due nomi li ha fatti Meo. Sacchetti ha tutta la mia fiducia: ci ha portato al preolimpico e agli Europei del prossimo anno che si disputeranno in parte anche in Italia”.
Su Cantù: “Le regole sono state fissate a inizio campionato: in base a quale principio una squadra non deve retrocedere? Se si assegna lo scudetto, si accetta anche la retrocessione. Finché ci sono io presidente le regole restano queste. La Lega Basket non ha poteri per salvare Cantù perché agisce su deleghe. Nel calcio, tranne l’Inter, sono tutte retrocesse almeno una volta e non è mai successo nulla. Per quanto riguarda il basket dico che 18 squadre in serie A non ci possono stare perché i soldi non ci sono per tutti”
Sugli effetti della pandemia. “La Federazione ha perso 12 milioni e mezzo per le tasse gara non versate nei vari campionati. È vero che abbiamo avuto minori spese, ma la Federazione vive con le tasse delle società. Se un club si dice professionistico deve avere anche i soldi per le tasse gara”.
Sulla ridotta visibilità del basket: “Forse perché da noi è tutto più ovattato: non c’è polemica, non c’è il calciomercato che richiama interesse per settimane, o i presidenti che litigano pubblicamente e poi sotto-sotto si accordano. Noi ci accontentiamo: diciamo bravi a Milano se arrivano terzi, invece dobbiamo puntare a vincere: solo così si va nella storia, lo sono presuntuoso, ma la penso così. Poi i gruppi industriali importanti, che pure ci sono nel mondo del basket, dovrebbero farsi sentire di più a ogni livello”

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