In occasione della presentazione del campionato, il presidente della FIP Gianni Petrucci ha risposto alle parole dell’avvocato Mattia Grassani che ieri sulle pagine di Stadio aveva dichiarato che: le interpretazioni secondo cui la FIP avrebbe depositato un memoriale e si starebbe muovendo per perorare la causa biancoblu sono offensive nei confronti di chi ha lavorato e sta lavorando per tutelare le ragioni dell’Aquila.
La situazione è cristallizzata all’udienza dell’undici settembre, alla quale la FIP non ha preso parte, non mandando alcun rappresentante e non depositando alcuna richiesta scritta, venendo così esclusa dal giudizio per inattività.

Petrucci ha ribadito la vicinanza della Federazione alla Fortitudo 103 nella diatriba con la FIBA, e le sue parole sono state riportate da Stadio, Resto del Carlino e Repubblica:

L’avvocato della Fortitudo parla a titolo personale e senza conoscere le cose. Avrebbe fatto meglio a stare zitto.
La FIP sta appoggiando la società sotto tutti i punti di vista. I dirigenti biancoblu sanno bene che cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo. Dispiace che Grassani non sappia le cose. Evidentemente lui pensa a difendere la società secondo i codici che si studiano a scuola. La FIP è intervenuta perchè ritiene che la Fortitudo non abbia torto in questa vicenda. Grassani non sa e pensa di stupire l’uditorio con queste affermazioni.
Ma la FIP ha inviato o no un memoriale alla FIBA? La FIP è al fianco della Fortitudo. Punto. Vedrete i risultati.

Su Stadio, sempre sentito da Damiano Montanari, Mattia Grassani ha ribadito la sua posizione: Il percorso giuridico è quello che ho indicato. La politica, o il lavoro a fari spenti, non hanno alcune tipo di legittimazione in questo percorso. Dobbiamo attenerci a tempi, termini e regole. E’ un dato di fatto che al 31 agosto la FIP non sia intervenuta, cosa che invece ha fatto la FIBA. Mi rifiuto di credere che il professore Haas possa ascoltare altre parti o prendere in esame memoriali o scritti, che a noi non sono stati inviati, al di fuori dell’udienza tenuta l’undici settembre. Qualunque documento entrato in questo giudizio sarebbe stato mandato alle parti, e questo non è stato fatto. Rispetto gli ambiti di competenza, non sono un politico, faccio solo l’avvocato, ma in un giudizio di appello la ritualità ed il corretto percorso sarebbe stato quello di presentarsi a discutere coi termini assegnati dal giudice Haas. Il resto non trova cittadinanza in un procedimento giuridico nel grado di appello.

Intanto un altro giorno è passato, e la sentenza non è arrivata.

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