Il presidente federale Gianni Petrucci è stato intervistato dalla Gazzetta del Salento.
Un estratto delle sue parole.

Sulla ripartenza della ACB. E’ un paragone onestamente impossibile. Le società della Liga Endesa sono dotate oggettivamente di palazzetti più piccoli, ma migliori rispetto ai nostri e tutti dotati di aria condizionata.
Per cui si sono potuti preparare al meglio. È vero che è stato tutto concentrato in pochi giorni, ma tant’è. Rispetto la scelta della Spagna, ma confermo la bontà di quello che abbiamo fatto.
Voglio ricordare che ci siamo fermati quando i ricoverati nelle terapie intensive di tutt’Italia erano più di mille al giorno. Abbiamo deliberato di chiudere i campionati su indicazione autonoma delle Leghe.
Non credo che siamo stati eroici, ma ci attribuiamo il merito di aver usato il buon senso. In serie A, i giocatori stranieri sono andati tutti via subito o quasi e di sicuro non avrebbe potuto essere garantita l’eguaglianza competitiva, senza contare i problemi economici come conseguenze del lockdown dalla mancanza di incassi alla rinegoziazione dei contratti con gli sponsor.
Anche la Federazione ha avuto problemi in tal senso. No, non c’erano le condizioni per pensare di interrompere e poi eventualmente riprendere. Mi permetto di dire che una volta rinviati i Giochi Olimpici, e sono stato uno dei primi a proporlo, beh, tutto il resto non poteva che venire di conseguenza.

La FIBA ha annullato e rinviato. Sì, la FIBA ha posticipato tutte le attività di un anno, anche sentendo il parere delle federazioni nazionali, perché non c’erano le condizioni per giocare. I campionati internazionali avrebbero anche richiesto periodi di quarantena in ingresso. Ad esempio in India, dove sarebbe dovuta andare a giocare ad aprile la nostra nazionale 3×3 femminile. Per tre giorni di gare, giocatrici e staff avrebbero dovuto fare almeno quindici giorni di quarantena preventiva. Giusto che FIBA abbia rinviato le manifestazioni.

Sul riposizionamento. Il riposizionamento è una strada a due direzioni. Le rinunce ad un campionato maggiore hanno anche significato la possibilità per altre società, già pronte, di poter accedere a quello stesso campionato presentando non solo garanzie tecniche ma economiche e strutturali.
Se parliamo della Serie A, questa possibilità è stata offerta a Torino e Verona e non possiamo dire che queste due città non meritino la massima serie.
Inoltre il consiglio federale, solo per la prossima stagione, ha varato il “Lodo Salva Città”, per il settore professionistico, per individuare eventuali nuove risorse umane e finanziarie per mantenere il livello di attività raggiunto nel medesimo territorio, in caso di crisi delle società in attività.

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