Gianni Petrucci – confermato presidente FIP – è stato intervistato da Gazzetta dello Sport, Il Piccolo e La Stampa.
Un estratto delle sue parole.

Chi gliel’ha fatto fare? “Il mio amore per il basket. Sa, ho fatto tante cose nella vita, ma questo mondo mi ha fatto crescere e se il buon Dio mi dà la salute sarò ancora qui per quattro anni”.
Senza avversari, Petrucci fa così paura? Certe battute le lascio agli altri. In tutte le battaglie che ho fatto ho sempre avuto avversari, fin da quando ero sindacalista e andavo in piazza a tenere i comizi. E poi che cosa significa che faccio paura? Bisogna presentarsi e combattere con le proprie idee, troppo facile dire che non ho avversari. Un dirigente si costruisce da solo, ai delfini non ho mai creduto.

Rivoluzione è una parola impegnativa. La pallacanestro è sempre stata innovativa: penso alla distinzione A1­-A2, all’introduzione dei playoff e alle sponsorizzazioni nello sport. Tutto è partito dal basket, dobbiamo ritrovare il nostro ruolo di avanguardia. La pandemia ci darà la possibilità di riscrivere molte cose. Ho qualche idea, ma voglio prima parlarne con i club e le leghe. Intanto un punto fermo: dobbiamo andare avanti perché è ciò che hanno chiesto i club.

Si parla di blocco delle retrocessioni e di cambio del format. Le mie posizioni sono note: non sono per cambiare le regole in corsa, ma è anche vero che l’evolversi della pandemia, con tutto quello che comporta, ci impone di adeguarci ai tempi. Solo gli sciocchi non cambiano idea, quindi siamo aperti a tutte le proposte. I club che investono e le loro associazioni sono i nostri referenti. Ascolterò le loro proposte e le porterò in Consiglio federale. Il blocco delle retrocessioni va eventualmente concertato con la Serie A­2. Sul tema dico solo: stiamo attenti a non svilire troppo il prodotto”

Idee? Ne devo parlare prima con le leghe. Altrimenti dicono che Petrucci fa il fenomeno. Faremo di tutto per arrivare in fondo, ma se ora le dico cosa destabilizzo l’ambiente.

Domenica ci sarà il derby di Bologna senza pubblico. L’idea mi mette tristezza. E mi spiace per Zanetti e Baraldi che hanno investito molto per il nuovo impianto.

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