Il presidente della FIP Gianni Petrucci è stato intervistato da Andrea Barocci sul Corriere dello Sport.
Ecco un estratto delle sue parole.

Sull’assenza di Belinelli e Gallinari, federazione troppo indulgente? Non si tratta di buonismo. La Nazionale la devi sentire dentro. Laltro giorno agli azzurri ho detto: “Tutti voi, tutti noi, i soldi li abbiamo, chi più chi meno. Dunque, possiamo vivere dignitosamente. Ma se uno non sente il sacro furore della Nazionale, di cosa sia un Mondiale o le Olimpiadi… Campioni olimpici lo si è per sempre. Se un giocatore non sente questo, i discorsi e gli appelli sono inutili. Io so benissimo che il campionato, l’Eurolega, le Coppe sono importanti. Però l’Italia ti dà quelle emozioni che nessuno può regalare.
Dico solo che Giochi e Mondiali sono tutto: se uno non ha l’ambizione di voler lasciare l’attività sportiva solo dopo aver partecipato ai Giochi, vuol dire che non ha un certo tipo di mentalità. Siamo stati indulgenti? No, io non lo sono stato.

Su Datome, che si è espresso contro alle “finestre”. In azzurro i giocatori sono tutti uguali. Datome però per me rappresenta il futuro presidente della Fip. Perché, per come lo conosco e per come si è sempre comportato, Gigi è un atleta completo; quello che oltre ad essere serio e bravo, legge, ha cultura e un carisma eccezionale. Quando Dio vorrà, per me sarà il numero uno ideale della Federazione.
«Qui si seguita a dire che le finestre invernali hanno rovinato il basket. Ma questo è un giudizio soggettivo. Con Datome ho parlato della vicenda, io la penso in maniera differente: le finestre sono state introdotte prima. Certo, per come è ora il calendario dell’Eurolega, cozzano contro la realtà. Ma non per colpa della Fiba, a mio avviso.

Sulla serie A a 18 squadre, troppe? Fate attenzione a quello che avviene nel calcio… Chiaro che un numero eccessivo di squadre professionistiche toglie soldi al movimento. Però, se
la realtà è questa? Facile dire “diciotto società in A di basket sono troppe”. Le squadre spariscono? E’ fisiologico. Sembra che viviamo su Marte: quante aziende chiudono in Italia
ogni anno? E qual è l’Eden dello sport nel mondo? Guardate quello che accade in Turchia. E in Francia, sono tutte rose e fiori? Questa formula è stata varata due anni fa. Il futuro dimostrerà
se, cosa e come cambiare, eventualmente.

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