Il presidente federale Gianni Petrucci è stato intervistato da Andrea Barocci sul Corriere dello Sport.
Un estratto delle sue parole.

Presidente Petrucci, come ha fatto l’Italia, a differenza della selezione spagnola, a poter contare, per la gara di oggi a Pesaro, su alcuni giocatori impegnati mercoledì in Eurolega?
“Se la domanda fosse, “lei è felice per questo?”, io risponderei che non lo sono affatto. Siamo l’unica nazione al mondo che nel basket non può schierare la migliore formazione possibile. Un’assurdità. Questo deriva dalla cultura dei nostri dirigenti sportivi, i quali ritengono che un organismo privato sia più importante della Nazionale; quando invece si è visto ciò che muove l’Italia. Perché nella pallavolo questo non accade? Quest’anno la FIPAV ha potuto utilizzare i giocatori per tre mesi e le ragazze per quasi cinque. Da noi sarebbe un sogno.

Cosa propone per risolvere il problema?
“Io non devo proporre nulla. Noi convocheremo tutti i giocatori, anche quando ci sarà la contemporaneità con le Coppe”.

Da un anno lei afferma che chi non risponderà alle convocazioni verrà squalificato. Ma se un atleta avverte prima la Fip di non essere disponibile, non viene convocato e dunque neppure sanzionato: problema risolto. Di esempi simili ce ne sono stati, anche recentemente. E allora?
“Se un giocatore dice che non vuole più venire in Nazionale, il CT non può che prenderne atto. Un altro conto è che uno metta una scusa. Vi ricordate il caso di Hackett?”

Lei dice che Pozzecco è il CT più popolare. Quanto conta per un coach e per la Fip la popolarità?
“Io dico che non solo è il più popolare, è anche il più bravo. La popolarità crea affetto e passione per uno sport. Se un coach è bravo e simpatico, l’interesse è maggiore. Ecco, dal nostro ritorno sulla Rai mi aspetto qualche simpatizzante in più, anche se non posso che ringraziare Sky per quello che ha fatto e continua a fare per il basket”

Petrucci, ci spiega da dove nascono gli attriti tra lei e la Virtus Bologna?
“E’ stato creato attorno a me un clima strano, come se ci fosse ostracismo da parte della Federazione nei confronti della Virtus. Io ho un rapporto buonissimo con Scariolo: mi auguro di non penalizzarlo con questa di­chiarazione, perché certamente non sarà presa bene da qualcuno… Ma lo devo dire. Con gli altri non ho rapporti. Cosa dicono? Preferisco non approfondire la questione. Qualcuno crede che la Fip gli stia dando contro, come se io volessi aiutare un altro club. Ma io rimango sempre al mio posto.
E poi io non ho alcun potere per influenzare il campionato. Quando ero al calcio e al CONI ho sempre avuto rapporti buoni con tutti. In ogni caso, si campa lo stesso anche avendo qualcuno contro…”

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