Dopo la sconfitta in Polonia il presidente FIP Gianni Petrucci è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport.
Un estratto delle sue parole.

Prevalgono due sensazioni: realismo e sofferenza. Il realismo dice che siamo messi decisamente meglio delle nostre avversarie in classifica, poi però c’è la sofferenza di non aver chiuso il conto ed essere già al Mondiale. Siamo ancora in ballo, insomma. Ma un anno fa avremmo firmato per vivere una situazione del genere. E abbiamo più di un motivo per essere ottimisti.
Italia-Ungheria sarà una formalità? Non esistono partite del genere. Ricordo, per esempio, un Roma-Lecce nel calcio, tanti anni fa, che dovrebbe essere un monito per tutti. Non sottovalutiamo nessuno, ma l’ottimismo c’è, ne abbiamo tanto. Anche perché sono convinto che non potremmo mai ripetere una partita come quella con la Polonia.
Dove si giocherà? Vorremmo giocare nel luogo più vicino possibile a Milano. Per mettere tutti i giocatori nelle migliori condizioni possibili.
Questo perchè il 21 febbraio c’è Milano-Maccabi di Eurolega, il giorno dopo Italia-Ungheria. Ci aspettiamo la massima collaborazione, quella che c’è sempre stata. Con Livio Proli e con l’Olimpia abbiamo sempre avuto la massima intesa.
Brooks e Della Valle, quindi. Io sono certo che Proli e Simone Pianigiani capiscano l’importanza della partita con l’Ungheria.
Se si andrà al Mondiale… Per quanto mi riguarda, da presidente federale, voglio tutti i migliori giocatori italiani. In Cina, quando ci qualificheremo, deve andare la migliore Nazionale possibile. Sarebbe folle che un presidente non richiedesse i migliori giocatori, ha il diritto e dovere di farlo. Poi ovviamente le convocazioni le fa l’allenatore.
Per me Gallinari e Belinelli vanno in Cina. Poi vedremo le convocazioni del CT.
Ne avrete parlato? L’allenatore è intelligente. Sono innamorato di Sacchetti prima dal punto di vista umano e poi da quello tecnico. Il et. ogni giorno ci conquista sempre di più. Dopo le vittorie ma anche per come reagisce alle sconfitte. Per me potrebbe rimanere a vita in federazione. Finché ci sono io si va avanti con lui.
Per me è confermato anche dopo il Mondiale. Non ho alcun dubbio, uno come lui non lo trovo.

La questione finestre FIBA. Ci hanno fatto gioco. Una federazione richiama l’attenzione durante il campionato con la Nazionale. Il che significa maggiore visibilità per tutto il movimento. E agli sponsor tutto questo non dispiace…
L’anno prossimo, con serie A ed Eurolega a 18 squadre, le cose si complicheranno. Vediamo chi sarà un nuovo segretario generale della Fiba che, presumo, sarà nominato entro fine dicembre. Dopo avremo il quadro un po’ più chiaro.

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