Intervistato da Piero Guerrini su Tuttosport, il presidente FIP Gianni Petrucci ha parlato anche del recente ritiro di Firenze e del suo fututo.

Mancano controlli o regole più restrittive? Le società sono scomparse dalla Serie A proprio per i controlli. Non è quello il punto, i fallimenti sono fisiologici, noi non abbiamo il diritto di entrare nel merito se le regole di ingaggio iniziale sono rispettate. Abbiamo adottato regole più restrittive anche per la A2, le useremo a cascate per le serie inferiori.

Si avvicina la scadenza della sua presidenza. Tutti i nomi che escono presto, non arrivano in fondo. Eppoi fino a che il buon Dio mi lascia sulla terra non posso pensare a cosa verrà. Soprattutto a due anni da fine mandato. Citando Andreotti, ancora non ho tirato le cuoia.
Si ricandiderà? Aspettiamo la Corte Costituzionale: però nessuno mi risponde quando chiedo perché chi fa le leggi può restare 40 anni e chi invece è nelle federazioni, enti privati con un piccolo contributo dal Governo debbano decadere dopo 3 mandati. E le capacità? Le esperienze? Io vorrei sapere se il golf senza il presidente Chimenti avrebbe ottenuto la Ryder Cup. La mia risposta è no. Così come Malagò è stato capace di ottenere i Giochi Invernali, con il contributo del Governo. Però dobbiamo lasciare.
Noi facciamo le scuole per i dirigenti, ma poi sono i dirigenti che devono avere idee e personalità come Angelo Binaghi, per citare un altro esempio virtuoso. Lo sport italiano è quinto al mondo anche per i presidenti, va detto.

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