Il presidente FIP Gianni Petrucci è stato sentito dalla Gazzetta. Un estratto dell’intervista.

“Premetto che a Tokyo vorrei andarci. Ma come si fa ad affermare che la situazione sarà sicura? Sarebbe meglio parlare chiaro e dire: è una pandemia, non c’è tempo per disputare i Giochi in sicurezza. Poi, davanti ai drammi e le morti, si può pensare all’Olimpiade? Sento frasi apodittiche, come “i Giochi come segno di risveglio del mondo”. Ma fuori dalla finestra ci sono scene agghiaccianti, le file di bare. Il mio è un discorso di buon senso. In caso di rinvio, non prevedo una sommossa mondiale.
Ho una certa esperienza di Olimpiadi: ne ho vissute 12, di cui otto da presidente del Coni, compresa quella invernale del 2006 a Torino. In più ho lavorato al dossier per Roma 2024 bloccato dall’allora governo Monti. Conosco quali sono i tempi e le modalità. Mancano 4 mesi all’inaugurazione, ma la macchina dei Giochi si accende prima. Ad esempio, i cavalli per l’equitazione partono in nave da 30 a 40 giorni prima delle gare e devono stare in quarantena. Anche la vela richiede tempi lunghi. E poi gli atleti spesso arrivano settimane prima per acclimatarsi e abituarsi al fuso orario.
Come pallacanestro avremmo il torneo della squadra femminile di 3vs3, che sarebbe stato in questi giorni in India e che è già stato rinviato, e quello della Nazionale maschile a Belgrado dal 23 al 28 giugno che potrebbe saltare a breve. Altri sport sono a rischio. Sento parlare di qualificazioni secondo il ranking. Ma non si considera il diritto sportivo. All’Olimpiade ci si qualifica sul campo. O si cambiano le norme o un atleta escluso avrebbe buon gioco a fare ricorso al Tas, soprattutto per le discipline individuali.
Il calo degli stipendi? L’ottima reazione di Meo Sacchetti non mi ha sorpreso. Il CT ha una grande sensibilità come dimostra la sua storia. Ha capito al volo che non vogliamo affamare i collaboratori. Per questo stop la Fip ci rimetterà diversi milioni pur ringraziando il governo per l’aiuto che ci sta dando con i rinvii delle scadenze. La Fip ha 19 squadre nazionali con tecnici, staff, medici. La rivisitazione dei contratti è logica. Mi sono consultato con i giuslavoristi. Anche la Lega con Umberto Gandini è al lavoro per quantificare i danni.”

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