Lorenzo Penna è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Quella di mercoledì sera è stata una partita a intensità molto alta, una qualità che loro hanno sempre avuto avendo infilato anche 5 vittorie consecutive imponendo sempre il loro ritmo. Noi siamo stati più bravi a gestire i possessi e nel secondo quarto a fare il break decisivo tendendoli poi a una distanza tale da non farci impaurire dallo loro reazioni.

Che cosa vi ha insegnato questo successo? Che abbiamo tante energie da spendere anche se siamo i primi a sapere che non sono infinite, però, quando c’è una alchimia di squadra come la nostra succede che avendo a fianco dei compagni che danno il massimo agli altri non viene da dare solo il 100%, ma anche qualcosa di più, facendo subito quello che ti viene chiesto e in modo migliore di come lo avevi preparato.

Lei gioca circa 15 minuti a gara. Si aspettava un utilizzo così elevato? No. Soprattutto nella prima parte di stagione mi aspettato un utilizzo inferiore rispetto a quello che sto avendo. Ringrazio Ramagli per questa opportunità spero di proseguire su questa strada. Voglio comunque giocarmi al meglio ogni opportunità.

Tra i compagni, chi ha come punto di riferimento? Guido Rosselli. Per la tenacia, per la sua forza e la facilità che ci trasmette nel fare le cose: quando lui è in campo sappiamo da chi andare. Sa come uscire dalle difficoltà facendo giocare la squadra.

Ha un modello come giocatore? Sì, Jason Williams. Sapeva trattare la palla in modo tale che anche il passaggio più difficile a lui risultava una cosa semplice, anzi naturale.

Domenica giocate con Forlì, poi inizia l’avventura con la nazionale under 18 in vista dei campionati Europei. Un pronostico? Vorrei vincere con perché siamo un bel gruppo di ragazzi che hanno voglia di fare e che sono uniti sia dentro che fuori da campo. Siamo molto amici, ci sentiamo spesso e vorremmo suggellare questo nostro stare e lavorare bene insieme con un risultato importante. Vogliamo l’oro e se questo non accadrà noi comunque daremo il 100 per cento sperando di tornare a casa almeno con una medaglia.

Si sente pronto per il derby? Non è che non mi sento pronto, è che io adesso penso solo a Forlì e poi, dopo domenica, penserò solo agli Europei. Credo sia necessario pensare a una partita alla volta per essere preparati alla gara che si sta per giocare, se, invece, si pensa ai prossimi incontri c’è il rischio di non avere la concentrazione necessaria. Bisogna solo pensare alla partita che viene, penso che solo così si ottengano dei risultati.

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