Christian Pavani è stato sentito da Daniele Labanti per il Corriere di Bologna. Un estratto dell’intervista.

“Siamo allineati con tutte le altre società, la Legabasket è unita. Il 35% penalizza la pallacanestro economicamente ma soprattutto ne disgrega la comunità: alla perdita di introiti si aggiunge quella di tifosi e di attaccamento. Il futuro del nostro sport è a rischio.
Noi come club di serie A abbiamo chiesto il 100%. Con il green pass vogliamo i palasport pieni. Al governo stiamo chiedendo solo di poter lavorare, di fare impresa: in questo momento siamo gli unici operatori con un vincolo così basso.
I costi alla Fortitudo? Circa 4,5 milioni di euro. I nostri introiti arrivano al 40% dalla biglietteria, al 40% dagli sponsor e al 20% dalla proprietà. Un altro esercizio come quello passato non si può fare, ma nella peggiore delle ipotesi dovremo farlo perché certo non molliamo. Così però il basket muore.
Le curve? Io credo che se potessimo lanciare un messaggio di apertura, anche il tifo organizzato pian piano tornerebbe. Vogliamo il 100% proprio per questo, ma già se potessimo salire al 70 staremmo dicendo agli appassionati che si può ritrovare il clima della partita. Dobbiamo urlare forte che il basket ci manca, che vogliamo divertirci, tifare, innamorarci dello sport più bello del mondo. Una mediazione con le curve si potrà trovare.
Il logo? È un logo vintage ma soprattutto è la prima Effe comparsa nella storia delle maglie della Fortitudo. Ed è nostro. Può piacere o non piacere, ma credo non possa essere tacciato di illegittimità o di “non fortitudinità” dal punto di vista storico. È una operazione di marketing ma anche di consolidamento per il club. Noi ci siamo, intendo noi dirigenti: stiamo lavorando per il futuro della Fortitudo e abbiamo bisogno di essere uniti con i tifosi. Abbiamo bisogno di loro. Le nostre idee vanno nella direzione di dare futuro alla società.
Repesa? Jasmin è un grande allenatore, la sua esperienza ci aiuta anche a sbagliare meno. Può far crescere la società e i giovani giocatori. Il suo ritorno, quello di Palumbi, sono tutte scelte precise. È chiaro che lui ci porta tanto, l’anno scorso abbiamo sbagliato ma abbiamo anche capito i nostri errori. La Fortitudo ha valori che non può tradire.
A fine stagione sarò contento se ci salviamo. Ma con cinquemila tifosi a palazzo”

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