Prima della gara tra Virtus e Bayreuth Patrick Comninos, CEO di FIBA Basketball Champions League, ha incontrato i media in conferenza stampa.

“È un grande onore per me essere qui a Bologna. Ringrazio tutti a partire dai dirigenti del club per essere qui. Sono contento di questa conferenza: abitualmente visito alcuni dei nostri club. Bologna è forse la capitale europea del basket, trasuda passione ed è un piacere venire qui. La Virtus è uno dei club più importanti della competizione, una competizione fatta dai club per i club, un lavoro di squadra, una collaborazione che ci permette di crescere. Sono particolarmente felice di essere qui: l’Italia è veramente importante per noi, Bologna, Venezia, Avellino sono complessivamente 9-0 di vittorie e questo è molto importante.”

Come sta credendo questa Lega? “Abbiamo cominciato la terza stagione e i numeri sono incoraggianti e mi rendono contento, specialmente per il seguito che c’e. Il pubblico è molto giovane, tra i 18 e i 35 anni, che ci segue anche sui social. Stiamo andando molto bene. Siamo comunque un work in progress, ci aspettiamo di crescere ogni singolo anno. La nostra collaborazione con i club va di pari passo con le leghe nazionali. Vogliamo dare valore al torneo, a chi finanzia questa competizione, ci stiamo strutturando: siamo un modello differente rispetto a quello a cui siamo abituati e per questo abbiamo bisogno dei club. L’ambiente del basket è particolare, oggi siamo in un mondo dove i club selezionano il torneo a cui partecipare. Noi diamo valore tecnico e finanziari ai club: è un aspetto questo che permette sviluppo e crescita. Qualche mese fa, quando abbiamo ricevuto l’interesse di partecipazione della Virtus, siamo stati molto contenti, così come successo con il Bamberg o l’Apoel Gerusalemme per esempio. Vogliamo che le squadre giochino bene per portare questo bel prodotto al pubblico.”

“Sul dualismo tra FIBA ed Eurolega, il percorso condiviso non c’è ancora. C’è una differenza di filosofia: da una parte la Champions League dà un grande valore ai risultati sul campo, dall’altra parte vengono guardati i numeri. Per esempio: due anni fa Venezia ha vinto il campionato ma non ha potuto partecipare in Eurolega dove Milano ha già il posto fisso. Questa, a noi, non ci appartiene come filosofia. Il basket non è fatto da 16 squadre che comandano; in Europa ci sono oltre 600 squadre che hanno il diritto di partecipare ad un torneo europeo. Quello che cerchiamo di portare è un modello differente: il modello corrente creato è paradossale, tutte le società perdono molti milioni di euro, per esempio il Real Madrid ha perso 30 milioni di euro. Da noi ci sono tantissime squadre che fanno parte di leghe diverse e questo per noi è il vero modello per avere una crescita importante e un torneo veramente europeo e non dedicato a pochi.”

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