Alessandro Pajola è stato sentito da Ettore Livini per Repubblica. Un estratto dell’intervista.

“Siamo ai quarti di finale. Non avrei mai sognato di andare alle Olimpiadi. Figuriamoci di arrivare fin qui. Contro la Nigeria è stata una partita molto fìsica e tosta. Non siamo andati ad alti e bassi ma siamo stati bravi a rimanere lì e a far girare la palla. Alla fine abbiamo alzato la testa al tabellone e ci siamo resi conto di quello che avevamo fatto. Adesso? Vedremo. Di una cosa però sono certo. Non c’è nessuna impresa qui a Tokyo che sia impossibile. A questo punto sono rimaste solo squadre di livello stellare, con tanti fenomeni in campo. Ma noi ci siamo. E se ognuno mette sul parquet le sue qualità e ci aiutiamo tra di noi possiamo battere qualsiasi squadra, sono tranquillo.
Devo dire grazie a tutti gli allenatori che ho avuto sia da piccolo. Mi hanno insegnato che devi sempre capire un secondo prima cosa sta per fare l’avversario. E rovinargli i piani. Non è sempre facile, se sbagli l’anticipo lasci i compagni in svantaggio numerico. Per questa la difesa è un gioco di squadra, dove ci si deve aiutare a vicenda.


Come mai i giovani italiani per crescere spazio devono andare all’estero? Io gioco e basta e faccio del mio meglio nella mia squadra, la Virtus. Quando esci dall’Italia hai più responsabilità, devi dimostrate che sei uno straniero di valore visto che in fondo potevano prendere anche un americano.

Teodosic? No, non ci siamo sentiti ma perché ognuno sta passando il proprio momento. Lui si sarà riposato e allenato in vacanza. Ci vediamo tra poco!”

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