Gruppo, collettivo, uomini non sempre previsti: la Fortitudo torna a vincere in trasferta, in quella che è l’ultima partita prima che inizi l’era Legion, o chi sarà. E Boniciolli ha di che gongolare, per una vittoria che ha la firma intanto dei cosiddetti ultimi della fila (Gandini, eroico), ma anche di Nikolic, uomo arrivato a Ravenna non con la borsa ma direttamente con la valigia: se un tagliato gli offre una gara di così tanta buona volontà, qualcosa nello spogliatoio funziona meglio di quanto non venga raccontato.

Vergato dalla curva il saluto a chi, nel Centro Italia, non sa più quali altre sciagure possano capitare (“Ancora a fianco dell’orgogliosa gente del centro Italia”), si parte con difese a prosciugare le altrui – poche – idee offensive, con la Fortitudo che si sgrassa prima (14-4 al 7’), e con Ravenna che ai primi ribaltar di panche trova maggiori ritmiche grazie a Sabatini e ad uno Smith indisturbato in area. Così, quasi eroso tutto il prodotto, serve un gol di Candi nel finale per tenere più di un possesso, come si suol dire, di vantaggio. 16-12 al 10’.

Sempre con più Rocco che non Zeman, ma anche più Calloni che non Van Basten, Bologna per restare avanti ha bisogno solo di restare compatta dietro e, davanti, lanciarla laddove Knox, privo di competitori, può tranquillamente banchettare. 24-15, Justino già in doppia doppia, ma fin troppa ricerca di lui e silenzio altrove. Ergo, quando Ravenna si sblocca dall’arco (tripla tripla di Tambone), di nuovo il prodotto viene smarrito fino al lasciare il boccino del vantaggio in mani romagnole. Trovatasi di colpo a -4, e non capendo bene cosa stia capitando, buon che arriva il gong in contemporanea con magata di Ruzzier per il classico limitar danni. E 33-31 Ravenna al 20’.

Smith pare una telecamera di Sirio e non lascia passare nulla, e la Fortitudo per non finire nel dimenticatoio (36-44 al 24’) deve girare al largo e cercar fortune da lontano. Arrivano le triple di Montano e Gandini, estemporanee ma funzionali, arrivano tecnici e antisportivi buttati come i pois sulle magliette pimpesche fortitudine, ma anche maggiore equilibrio nel punteggio. Un approccio al vantaggio (Italiano per il +1, 49-48), poi ancora un cesto bolognese allo scadere, Italiano da 3, 52-52.

Con meno fronzoli e più voglia di cercar pepite nella polvere, Boniciolli trova buone soluzioni in pagine non immediate del diario, e tra i cesti di Nikolic e la difesa di Gandini arriva una vigorosa scossa, per ritrovarsi quasi senza accorgersene fin sul +8 a 4’. Ravenna non sa più bene dove andare a cercar fortune, la Fortitudo non ha il colpo per ghigliottinare la faccenda ma nemmeno soffre tanto, per cui quando Marks cicca la tripla del possibile -2 a 30” dalla fine, che sia gloria esterna, dopo un bel po’ di viaggi – anche solo fuoriporta – sbilenchi.

(foto Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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