Mitja Nikolic è stato ospite ieri sera della trasmissione Sport Club su E’tv, condotta da Jack Bonora. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni, riportato da Michele Fiorenza su Sportando:

Come è stato l’impatto con l’ambiente Fortitudo? Sono stato chiamato due mesi fa quando ci furono i primi scontri fra Roberts e Boniciolli. Poi Roberts è stato firmato, ma al coach piacevo e quindi sono rimasto ad allenarmi col resto del gruppo. “Rimani qui e vediamo cosa succede” – mi ha detto il coach. Poi ero tornato a casa per il weekend, ed il martedì dopo la partita contro Treviso, Boniciolli mi ha chiamato dicendomi di tornare immediatamente a Bologna perché volevamo firmarmi. Avevo la febbre quel giorno, ma son partito ugualmente ovviamente.
Perché ho scelto la Fortitudo? Cercavo la migliore possibilità e ci tenevo a venire qui. Avevo altre offerte in Slovenia, e anche da parte di team che ritenevo minori per me. La Fortitudo è un società storica, molto di più rispetto all’Olimpia Lubiana.
Il gesto del “tagliagole” dopo la tripla contro Jesi? Non vuol dire che sono un tipo violento. Era la mia prima partita e la sentivo molto, ed era molto importante per avere la fiducia dei miei compagni.
La rivalità con la Virtus? Sono appena arrivato ed ancora non la percepisco, ma sono sicuro che la sentirò nei prossimi mesi. Fin da piccolo mi rendevo conto di quanto fosse forte, e so che ha avuto grandi giocatori come Ginobili o Jaric e Smodis che sono state su entrambe le sponde. In Virtus forse ci sono state più stars, mentre in Fortitudo più guerrieri, ed è per questo motivo che sono sempre stato un po’ più fan della Fortitudo.
Roberts è un grande giocatore, ma lui ha bisogno della palla e vuole gestire il ritmo della squadra. Io sono un altro tipo di giocatore, posso aspettare la palla per un tiro giusto, o per scaricare ad un compagno. Forse per questo son piaciuto di più a Boniciolli. Cosa non ha funzionato fra loro due? E’ un problema che riguarda la Fortitudo e non son tenuto a sapere cosa sia successo; ora sono solo contento di essere qui.
Knox? È una grande persona, ha mano educata soprattutto da fuori area, ma con anche tiro da tre punti. Viene da un college importante come North Carolina. La forza della Fortitudo, a differenza di altre squadre che hanno puntato sugli americani, è avere dieci giocatori, tutti possono fare tanti punti, e questo ci rende meno prevedibili per le altre squadre.
Il mio obiettivo è stare qui il più a lungo possibile e vincere il più possibile con la Fortitudo, ovviamente vincendo il campionato.
Più forte Virtus o Fortitudo? Sarei pazzo se dicessi la Virtus…
In che cosa dobbiamo crescere? Non c’è una cosa sola, la difesa per esempio, ma ci sono tante cose su cui dobbiamo crescere tutti come squadra per diventare un gruppo forte.
Delfino? Ho sentito parlare del suo probabile arrivo, ma non so se sarà possibile. Non ha più 20 anni, ma sa compensare con l’esperienza, ma non credo abbia le gambe per spingere quaranta minuti.
Le squadre più forti del campionato? Direi Treviso, Mantova, Verona e Virtus. Ravenna e Roseto forse non sono top team, ma giocano molto bene. Ma alla fine la vera differenza la farà chi gioca più di squadra.
Mi rendo conto che siamo un gruppo forte. Molte della squadre citate prima sono forti, ma non hanno dieci giocatori intercambiabili come li abbiamo noi. Le altre hanno due americani più altri tre o quattro giocatori al massimo.
Basile? Non credo che ora possa servire alla Fortitudo. Nessuno mette in discussione la sua grande carriera, ma la Fortitudo ha bisogno di giovani giocatori che si buttano per recuperare palloni, che spingano la squadra correndo per tutto il campo, e Basile a 42 anni non credo possa più farlo.

(foto Ciamillo)

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