(foto Fortitudo Pallacanestro Bologna 103)
(foto Fortitudo Pallacanestro Bologna 103)

Claudio Vandoni è stato sentito da Damiano Montanari per Stadio. Un estratto dell'intervista.

"Domenica da una parte ci sarà la Effe, una squadra che ho allenato nella stagione e che mi ha lasciato dentro ricordi molto importanti. Dall'altra giocherà mio nipote Alessandro Sperduto, che proprio durante la mia esperienza in biancoblù, dopo gli allenamenti si fermava in campo a fare sessioni di tiro con me. Al tempo aveva quattordici anni. Di Bologna conservo bellissimi ricordi anche al di fuori del basket, come l'iniziativa a favore di AIRC, che coinvolse insieme la Fortitudo e la Virtus.

La Fortitudo è una squadra tosta e organizzata, con un allenatore estremamente esperto e valori ben precisi. Ho sempre stimato coach Demis Cavina. Sono convinto che lui e il suo staff faranno crescere un gruppo che è il giusto mix tra gioventù ed esperienza e che è stato costruito con equilibrio. A questo, aggiungiamo un pubblico senza uguali e che è un pezzo del mio cuore. La vedo nelle prime sei squadre, poi ai playoff potrà succedere di tutto"

Tornare al Paladozza? Sono già tornato al PalaDozza l'anno scorso in occasione delle finali di Coppa Italia di Serie B, ero sulla panchina di Treviglio. Conservo con piacere una foto con me, Boniciolli e Caja, mi è stata data in quella occasione: c'è scritto "Fortitudo tra passato e presente". Certi rapporti non si cancellano; sono troppo profondi e importanti"

Virtus, il punto dopo il primo doppio turno
Ozzano, domani in trasferta a Forlimpopoli