nba camp
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Maurizio Gherardini è stato ospite dell'ultima puntata di Alley Oop, trasmissione in onda ogni martedì dalle 17 alle 18 e condotta da Eugenio Petrillo, Alessandro di Bari e Marco Lorenzo Damiani. Il direttore generale del Fenerbahce ha toccato diversi temi, a partire dalla stagione della squadra turca, passando dalle due italiane in Eurolega, fino al futuro della massima competizione europea in ottica NBA.

La stagione fino ad ora del Fenerbahce.
“Penso che fino a questo momento sia stata una buona stagione, soprattutto considerando che i presupposti sono cambiati dopo poco. Quando un roster costruito in una certa maniera alla prima giornata perde il giocatore più rappresentativo (Wilbekin), anche da un punto di vista delle finanze, e poi subito dopo il secondo (Baldwin) ci si ritrova in una situazione d’emergenza. Siamo riusciti ad avere una buona risposta da tutti e a gestire l'emergenza dovuta agli infortuni. Credo che l'allenatore e lo staff abbiano fatto un ottimo lavoro, i giocatori piano piano hanno sviluppato la chimica giusta e credo che siano state fatte delle buone scelte per gestire le mancanze”. 

L'impatto di Errick McCollum.
“McCollum è stata una grande sorpresa e qui il nostro general manager Derya Yanner ha fatto veramente un ottimo lavoro. Anche perché ci siamo inseriti in una situazione, quella di Pinar Karsiyaka, che purtroppo riguarda problemi finanziari di un club prestigio. Non avremmo mai pensato che un giocatore di trentasette anni portasse questo tipo di contributo. Inizialmente abbiamo cercato la soluzione guardando l'NBA, anche perché il mercato non è ricco, non offre soluzioni, né ne offriva in quel momento. Ci siamo buttati su un giocatore come Skylar Mays, ma con il senno di poi avremmo dovuto iniziare prima la corte a McCollum”.

La stagione dell'Olimpia Milano in Eurolega.
“Credo che Milano abbia tutto per qualificarsi alla post season, solo che alle volte dipende anche da fattori che non puoi controllare. Anche loro, come noi, hanno avuto tanti problemi fisici, però è una squadra che ha delle qualità, perché li vedi vincere a Belgrado una partita importante e poi magari non riuscire a fermare Parigi, ma non in tanti sono riusciti a fermare Parigi quest'anno quando si mette a correre. L'Eurolega è una maratona fatta di tante partite ma anche di problematiche, di sfortuna, di una chiamata arbitrale per un verso invece che per un altro. Milano ha ancora tutte le possibilità per entrare nel discorso playoff o avere una seconda opportunità ai play-in”.

La stagione della Virtus Bologna in Eurolega.
“Anche per la Virtus credo che il discorso infortuni sia stato molto importante, perché già non era un roster lunghissimo in partenza. Quando poi un giocatore importante come Clyburn si ferma o qualche altro periodicamente ha problemi, si comincia ad andare un po' a singhiozzo. L'Eurolega ha una stagione che ti sfinisce, poi il campionato italiano quest'anno si sta dimostrando anche più equilibrato, più competitivo e più dispendioso dal punto di vista delle energie rispetto agli anni passati. Vista dopo magari ci si aspettava qualcosa di più dagli innesti estivi. Devo dire che per esempio anch'io vedendo un Rayjon Tucker giocare a Venezia pensavo che potesse acquisire un certo valore anche giocando in Eurolega e riuscisse a dare di più di quello che alla fine ha dato. Questo però succede nell'adeguarsi a un livello o un allenatore differente”.

Luca Banchi ad Istanbul, sponda Efes.
“Credo che stia facendo il possibile per convincere i giocatori a un modo di interpretare il basket dove ci sia il massimo grado di aggressività in difesa e la massima disponibilità a passarsi la palla. Sono due concetti semplici ma non sempre facili da attuare, specialmente in un gruppo che ha tante stelle, tanti giocatori devoti soprattutto alla fase offensiva. Devo dire che a distanza di due o tre mesi la qualità di come si passano la palla fra di loro è molto migliorata, così come il ritorno di un Shane Larkin ai livelli a cui ci ha abituato, fa la sua differenza, perché poi le stelle, anche se diventano un pochino più anziane, fanno sempre la differenza. Comunque è un lavoro che, se portato a termine, può fargli avere un bel finale di stagione, non ci sono dubbi”.

I numerosi dirigenti forlivesi ad alto livello, come lui, Alberani e Ronci.
“Non credo che ci siano delle formule dei segreti e purtroppo nemmeno delle scuole. Credo che debba basarsi su delle regole abbastanza semplici. Parto sempre dal fatto di cercare di essere curiosi e di conoscere di più in tutti i campi che un general manager deve più o meno coprire come filtro di un'organizzazione. Saperne un po’ marketing, piuttosto che di ticketing, piuttosto che di social media. Costruire un roster è la parte forse più simpatica di questo lavoro, ma non è l'unica. Crescere in un ambiente di una squadra più piccola, ti porta anche a conoscere tutti gli aspetti in maniera un pochino più approfondita sulla tua pelle. Io dico sempre che ho avuto la fortuna di fare la gavetta a Forlì e quindi di imparare tutto in una società molto piccola. Però tutte le altre esperienze di vita devono in un certo senso collegarsi a quello che può essere la tua esperienza manageriale. Per esempio, io ho lavorato quindici anni in banca, era una cosa completamente diversa, però diverse esperienze del mondo bancario mi hanno aiutato poi in altre cose: da leggere un bilancio piuttosto che fare una fattura. È bello che abbiamo rappresentanti romagnoli in grado di esportare un prodotto, ma ne abbiamo tanti in italia secondo me validi e tante volte però succede che le opportunità purtroppo siano da cercare fuori dai confini. Penso a Coldebella, che ha fatto un ottimo lavoro lontano dall'Italia, Baiesi pure”. 

Il futuro dell’NBA in Europa.
“Mi sembra che siano stati fatti tanti commenti, sono state ipotizzate tante cose, ma nella realtà non è mai stato formalizzato qualcosa di concreto. Posso dire solamente che l'Eurolega è un prodotto che sta crescendo, c'è una richiesta importante di club che vorrebbero investire per entrare in Eurolega in maniera più stabile rispetto all'attuale. Poi tutti sono molto curiosi di capire se poi dall'NBA arriverà un segnale, un progetto o un qualcosa. Il primo potrebbe essere, per dare di riferimento, il Board of Governors dei proprietari e bisogna vedere se da questa riunione uscirà fuori un segnale o una proposta. Al momento l'unica cosa concreta che ha fatto l'Eurolega è stata modificare e rinnovare la partnership con IMG fino al 2026”.

La Final Four ad Abu Dhabi.
“È un segnale dell'Eurolega che cresce, è un esperimento importante ed è anche il segnale che il Medio Oriente è interessato all'Eurolega. Il nostro commissioner è stato di recente alla partita di ABA Liga tra Partizan e Dubai e ci ha scritto a tutti gli shareholders dell'Eurolega che è stata un'esperienza notevole. Oltre settemila persone a fare tifo. Dubai è fra le tante squadre che quest'anno hanno fatto l'esperimento di giocare in ABA e che vogliono fare tutto il possibile per cercare di arrivare a livello di Eurolega. Stiamo parlando di un club con un'arena da diciassette mila posti e ripeto la parola americana è ‘unlock’, sbloccare l'area del Medio Oriente con degli eventi, con una Final Four o con qualcosa di diverso non è cosa da poco. È un'area che ha potenzialità commerciali non indifferenti”. 

La licenza pluriennale per la Virtus Bologna.
“Personalmente penso che sia una cosa importante per il basket italiano avere due squadre in Eurolega. È importante per la promozione del basket, è importante per la questione dei diritti televisivi. Credo che anche a Bologna in quello che può essere il futuro prossimo verrà proposta l'opportunità eventualmente di una licenza breve a livello di Eurolega. Adesso sono discorsi che verranno sicuramente affrontati dal board di Eurolega nei prossimi due mesi, però credo che si farà di tutto per spingere perché il basket italiano possa avere due squadre”.

A seguire i link alla puntata: 

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