Valtur Brindisi - Flats Service Fortitudo Bologna, il dopopartita

Siamo stati sufficienti, serviva di più. Alla fine basta poi questa frase di Attilio Caja per sintetizzare la prova di ieri della Fortitudo sconfitta a Brindisi: non è stato malaccio, perchè a Pesaro e Piacenza, ad esempio, era stato molto peggio, ma non è bastato. Magari si può guardare al bicchiere mezzo pieno di essere arrivati punto a punto contro una delle squadre più forti del momento pur con mezza squadra sotto tono, ma è ovvio che risalti di più quello mezzo vuoto di come sarebbe bastato davvero poco (sempre punto a punto, e parità a quota 65 quando si stava imbastendo lo sprint) per fare il colpaccio. Non è andata, sogni di primo posto per ora rimessi in tasca, tornare a lavorare.
Cosa è mancato? Lucidità collettiva, notando che Fantinelli è un po' in affanno e così pure Freeman, questione forse inevitabile in un campionato lunghissimo e dove poche squadre riescono ad essere vincenti per tanto tempo: tutte hanno avuto passaggi a vuoto (ora il cerino in mano ce l'ha Cantù, prima sono passate per attimi bui pure Cividale e Rimini, per non parlare di chi, Pesaro e Brindisi in primis oltre a Bologna, è partita in ritardo), e la cosa andrà gestita. Si è faticato un po' ovunque, con Mian unico a trovare il canestro con continuità, e dietro si è andati ad ondate con l'errore che ha portato al ciuf quasi ferale di Calzavara come ciliegina marcia sulla torta. Peccato.
Sei bellissimo - Mian ha fatto le pentole così come i coperchi. Ma se dopo di lui l'unico che sia andato meglio del solito è stato Cusin, è chiaro che gli altri big sono mancati.
In altomare - Male Thomas, bocciato nella prima occasione in cui sarebbe servito il classico quid in più. Confuso Aradori, non pervenuto Battistini, e il problema di doversi affidare ad assetti senza un 4 di ruolo che portano anche bene dato che di risultati ce ne sono sempre, ma che sfiatano i giocatori costretti a cambiare latitudini di campo.