Mercoledì sera Klaudio Ndoja e Alessandro Pajola, in un incontro moderato da Marco Tarozzi, responsabile comunicazione Virtus, hanno raccontato la loro storia all’Eremo di Ronzano, dove erano presenti gli ospiti (tutti minorenni e richiedenti asilo) ospitati nella comunità “Casa Abba”. Una testimonianza molto forte, soprattutto quella del capitano della Virtus, che tanti anni fa è arrivato in Italia dall’Albania su un barcone.

Ecco un estratto delle loro parole, riportato da Francesco Livorti per ilpallonegonfiato.com.

Ndoja – Quando ero piccolo, in Albania c’era la guerra civile. Una mattina, mia sorella venne colpita da un proiettile ad una gamba, così mio padre decise di portarci tutti in Italia. Arrivammo nella penisola grazie ad un gommone. Per sostenere le spese del viaggio, siamo stati costretti a vendere tanti oggetti preziosi. Ho vissuto un anno e mezzo in uno scantinato di una fabbrica. Spesso non avevo soldi per comprarmi da mangiare: mi sfamavo con pane, acqua e zucchero. La mia fortuna è stata la sfera a spicchi”. Il Gladiatore arrivò a Brindisi a soli 13 anni. “Ero invisibile. Inizialmente passavo le mie giornate al campo dell’oratorio. La povertà è una motivazione potente. La fede mi ha aiutato tanto. Per ottenere qualcosa bisogna sudare; i sacrifici portano la gloria. La mia parola d’ordine è passione. Io e i miei cari abbiamo fatto tanti sforzi, ma alla fine i risultati hanno premiato: sono stato il primo albanese ad aver militato nella Lega Basket Serie A
Il capitano bianconero ha dato anche qualche consiglio ai ragazzi presenti: Fuori da qui ci sono molte tentazioni: la povertà ti dà una motivazione che nient’altro può darti. Dovete ricordarvi che nessuna gloria arriva senza fatica. Non sprecate il vostro tempo, avete tanti sogni, il vostro futuro non è così difficile anche se le vostre storie raccontano il contrario. Non buttate via quest’occasione, quando sono arrivato io non ne avevamo così tante. E ricordatevi che dovete aiutarvi a vicenda, dovrete superare i gruppetti che fate tra di voi. Non create comunità nella comunità.

Pajola – Mi sono trasferito a Bologna a 15 anni. Sono andato a vivere in foresteria, anche se all’inizio ho avuto qualche problema; non è stata una scelta facile. Lo sport mi rende felice. Spero di togliermi grandi soddisfazioni. Cos’è Klaudio per me? Ndoja è una persona disponibile, meravigliosa, speciale e straordinaria.

(foto ilpallonegonfiato.com)

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