Nazzareno Italiano - che con l'assenza di Davide Raucci dovrà fare gli straordinari, è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.

Ecco le sue parole: Io non ho mai avuto pretese sul ruolo. Ho parlato con il coach. Senza "Rau" dobbiamo stringere i denti, sacrificarci. Dalla settimana scorsa mi sto allenando a giocare più da ala piccola. Che poi è la dimensione migliore anche in ottica futura: sono alto 1,96 m e se voglio cercare di fare carriera anche in categoria superiore, non posso giocare più come ala forte, ma devo imparare a fare il 3. Nell'amichevole a Cento sono partito in quintetto come 4 e poi sono stato spostato nel ruolo di 3, reagendo molto bene: il coach che si è detto contento della mia prova.

Il primo gradino di una scala ripida da salire. Spostarsi dal 4 al 3, non è come cambiare dal 5 al 4. Ora devo correre dietro a gente come Flowers, Carraretto e Montano e questo comporta un maggiore dispendio di energie in difesa. Occorre più agilità che forza fisica.

Oltre ad un'evoluzione tecnica. Sotto questo aspetto sto lavorando molto dall'estate. Sento che sono migliorato, perchè ora faccio le cose con maggiore sicurezza e con una visione più ampia: quello che prima mi veniva di istinto ora è frutto di una "lettura". Allenandomi di più con gli esterni ho potenziato la mia dimensione fronte a canestro. Questo mi permette di avere più punti di vista e per la comprensione del gioco è un vantaggio.

Tante le rinunce che sta facendo Italiano. Anche a tavola. Lavoro sul mio corpo per dodici mesi. Una dieta speciale? Direi piuttosto che sto attento a non mangiare certe cose. Con la pasta mi trattengo. Quando facciamo un solo allenameno serale, a pranzo me la concedo. Altrimenti assumo solo proteine. Ma la cosa che mi manca di più è fare colazione con il latte, il Nesquik e i Pan di Stelle. Da ragazzino mangiavo solo quelli. Mentre ora prendo i cereali. Ma a Pasqua ho fatto uno strappo alla regola. Sono tornato a casa qualche giorno con la mia famiglia. Avendo due fratellini più piccoli, avevamo tante uova di Pasqua e non ho resistito: due morsi li ho dati anch'io.

In attesa di "mordere" sportivamente i prossimi avversari. La partita di domenica a Jesi sarà molto importante in chiave playoff. Il problema trasferta? Credo che la Fortitudo abbia dimostrato fin dalla prima giornata di questo campionato di potersela giocare con tutti anche lontano dal PalaDozza. All'esordio perdemmo con Imola, ma solo all'overtime. Sono convinto che ce la giocheremo anche contro Jesi.

Pur senza Raucci, il migliore difensore della Fortitudo e, a detta di Boniciolli, del campionato di A2. Per come sono strutturati loro, con un playmakerino sgusciante come Greene, che punta spesso gli avversari, e con un giocatore con le caratteristiche di Gueye, Davide ci avrebbe fatto molto comodo. E' vero, non ci sarà, ma avremo Valerio Amoroso, che potrà darci sicuramente un contributo importante. Stiamo lavorando molto sulla concentrazione, per cercare di commettere meno errori, per ridurre il numero delle palle perse e per gestire meglio il gioco: sarà fondamentale sapere quando correre e quando rallentare.

Per continuare a marciare verso i playoff. Siamo padroni del nostro destino. Se nelle prossime quattro partite riusciremo ad esprimerci ad alto livello, entreremo nei playoff, magari anche come sesti. Non dobbiamo guardare gli avversari: adesso è tutto nelle nostre mani.

Photo by Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Eternedile Bologna

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