L’esterno Fortitudo Matteo Montano è stato sentito oggi in conferenza stampa.

Che sensazioni avete prima di Mantova? “Ci stiamo allenando sui loro giochi, ricordando che all’andata loro fecero una grande prova offensiva di talento. Stiamo lavorando serenamente, sensazioni positive, dobbiamo riprenderci dopo la sconfitta con Trieste”

Giocare in casa contro una grande è un modo per confermarsi. “Affrontiamo una grande squadra, c’è voglia di rivincita e di fare bene. Ogni gara ha il suo perché, ed è importante vincere che sia Mantova o un’altra.”

Cosa è cambiato per te dall’arrivo di Legion? “E’ un ottimo giocatore, bravo ragazzo per quello che finora l’ho conosciuto. Mi trovo molto bene e con Treviso si è visto: siamo due realizzatori, le squadre devono stare più attente e ci lasciano più spazio. La sintonia c’è, stiamo bene insieme. A Trieste non abbiamo giocato tanto in contemporanea, le rotazioni sono state differenti, ma mi trovo bene a giocare con lui”

Quest’anno cosa è cambiato dalla scorsa stagione? “Non mi è mai importato partire o no in quintetto, preferisco i finali delle gare, sento il quarto quarto come il mio periodo e tendo ad accendermi e caricarmi di responsabilità. Quest’anno sono partito più volte in quintetto, altre volte sono entrato dalla panchina, ma non è mai stato un problema”

Avete gli stessi punti dello scorso anno alla ventesima giornata. “Rispetto alle aspettative non è un dato positivo, ma la stagione è ancora lunga, mancano tante partite e si può ottenere un buon piazzamento anche perché la classifica è più corta. Diciamo che abbiamo avuto un po’ di sfortuna iniziale, giocatori che non stavano bene, e la scelta degli stranieri che ora pare abbia finalmente portato ad un punto di incontro. Le ultime partite lo hanno dimostrato, ci sono state le prestazioni anche se non sono arrivate le vittorie, ed è una cosa positiva”

La Virtus sta avendo qualche passaggio a vuoto. Tu guardi al loro campionato, alla loro classifica? “Non ci guardo tanto, preferirei che le vincessero tutte e poi calare più avanti. Ma calare è fisiologico in un campionato lungo, anche loro hanno avuto dei problemi e ora lo stanno pagando. Noi però guardiamo a casa nostra”

Anche Treviso sta calando, altre vincono sempre. Rispetto allo scorso anno pare un campionato più indecifrabile ed equilibrato. “Vero, anche se nello spogliatoio non ci pensiamo. Magari a breve potrebbe calare Trieste, potrebbero crescere Ravenna e Mantova o anche noi. Quel che conta è arrivare ai playoff, e poi arrivarci nel migliore stato fisico e mentale”

Udine è stato il vostro punto più basso, poi le cose sono cambiate. “Non c’è stato un vero e proprio cambiamento, qualcosa che ci possa aver fatto svoltare. La scintilla è arrivata giocando partite importanti al di là del risultato. A partire dal derby, al di là del fatto che potevamo vincerle e le abbiamo quasi buttate via”

A quella gara ci ripensi? “Emozionante, il mio primo derby da professionista e gara bellissima dopo anni in cui non c’è stato. Chiaro che avrei preferito vincere con un mio canestro allo scadere o anche prima, a rivederla l’abbiamo davvero buttata via. C’è la gara di ritorno, e tante altre gare da vincere, ma resta una partita stupenda per l’atmosfera e che poteva andare diversamente. Fallo sull’ultima azione? Forse, ma bravo Spizzichini a non farlo vedere tanto, e in una situazione così, con novemila persone all’ultimo secondo, è difficile fischiare un fallo che poteva non essere tale. Ci rifaremo”

Ieri il canestro di Cortese fuori tempo e il parallelo con quello di Lawson. “Ho visto la partita e quel canestro. Un signor canestro, bisogna saperlo fare, però da quel che si vede era fuori tempo. A quello di Lawson non ci penso, sono episodi, e gli arbitri sono persone che possono sbagliare come noi, specie se non hanno le tecnologie adatte per giudicare questi episodi in momenti di tensione. Amen, alla prossima avremo più fortuna noi. Servirebbe in generale l’instant replay, certe cose per gli arbitri sono difficili da decifrare in così poco tempo, ma non è mio compito decidere se usarlo o no”

Quale può essere la chiave per Mantova? “Dobbiamo continuare a giocare come nelle ultime gare, difendendo sempre e migliorando in attacco. Alla fine il basket è semplice, bisogna fare canestro più degli altri e difendere per beccarne uno in meno, non c’è molto altro”

L’anno scorso di questi tempi cambiò la tendenza. Ci sono i presupposti per ripetere la cosa? “Le ultime prestazioni hanno cambiato la tendenza, finalmente la squadra è al completo come organico e non ci sono polemiche sugli stranieri. Noi siamo questi, lavorare in gruppo ci aiuterà, e basta poi poco, una iniezione di fiducia, un po’ di fortuna, per cambiare del tutto la stagione. Speriamo si ripeta quanto visto l’anno scorso”

Siete più forti dell’anno scorso? “E’ una Fortitudo diversa. Sicuramente quest’anno dobbiamo ancora trovare la nostra identità, abbiamo ancora tempo per farlo, ora siamo al completo e dobbiamo lavorare sodo cercando di fare del nostro meglio. Trovare un nuovo equilibrio, perché non possiamo sempre pensare all’anno scorso, quando c’erano giocatori e personalità diverse in campo e nello spogliatoio. Dobbiamo trovare quel qualcosa che ancora manca per svoltare la stagione.”

Tre anni fa sei ritornato a Bologna, ora ti sei confermato. Come sei cambiato, nel tempo? “Mi sono sentito responsabile fin da subito, sentivo la società come mia perché la Fortitudo è sempre stata la mia squadra. A maggior ragione adesso che ho più esperienza e maturità, e capisco il significato di giocare per questa maglia, che mi dà qualcosa in più. E’ bello, e cerco di dare sempre il massimo per far gioire questo popolo che è anche il mio”

Il video, grazie a Sportpress.

(Foto di Fabio Pozzati)

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